L’High Tech giapponese? Non va più di moda

5 novembre 2012 21:160 commenti

Qualcosa non va. La solida tecnologia giapponese sembra iniziare a perdere colpi. Qualcosa scricchiola.

Giappone e Hi-tech sono quasi due sinonimi che indicano lo stesso concetto: elevata qualità, efficienza. Un tempo sicuramente era così. Ed oggi? Le garanzie sembrano venire a mancare, anche se non è escluso che il futuro dell’elettronica adibita a oggetto di consumo continui a vestirsi si bianco (intorno) e rosso (in centro).


Le falle nel sistema sono state individuate analizzando i principali player giapponesi che riproducono musica. Parliamo di player prodotti da grandi brand, s’intende. Sharp, Sony e Panasonic, tre colossi, tre principali operatori dell’alta tecnologia, sembrano perdere colpi.

Sharp è il marchio che al momento è messo peggio, al punto che la sua stessa esistenza è in forte dubbio. I conti si faranno a marzo 2013, periodo in cui l’azienda dovrebbe far registrare una perdita complessiva di 5,6 miliardi di dollari.

Sony se la passa meglio, ma di poco. La sua perdita ammonta intorno ai 15,5 miliardi di yen. Una magra consolazione? Nel 2011 la cifra relativa alle perdite era il doppio: 27 miliardi di yen.

Panasonic dovrebbe chiudere il secondo anno consecutivo con un risultato fortemente deludente. Tempi duri per la tecnologia con gli occhi a mandorla.






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