Perché è colpa dell’Italia se non finisce il roaming

26 settembre 2014 15:080 commenti

In cosa consiste il roaming? Nella possibilità di due utenti mobile, di mettersi in collegamento usando anche una rete di loro proprietà ma pagando l’altro operatore. Il roaming internazionale consente ad ogni utente di chiamare dall’estero anche senza che l’operatore abbia una rete propria, pagando la differenza del servizio.

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Tempo fa, quando un utente italiano andava all’estero, doveva attivare il roaming internazionale per il proprio operatore e poi scattava la tariffazione maggiorata rispetto alle chiamate nazionali, per le telefonate fatte all’estero.

> Cosa prevede l’abolizione delle tariffe di roaming entro il 2015

Il parlamento europeo ha deciso che dal primo luglio 2014 si dovevano dimezzare le tariffe per il download dei dati in roaming da 45 a 20 centesimi per MB. Quindi, chi viaggia all’estero, per l’UE, deve poter controllare video, posta elettronica, mappe e contenuti social senza spendere uno sproposito come un tempo. Allo stesso modo diminuisce il costo di chiamate ed SMS per chi viaggia fuori dai confini nazionali. Nel comunicato di luglio, l’UE ha dichiarato di lavorare all’eliminazione delle tariffe roaming nel Continente entro la fine del 2015.

In questo momento, però, l’abolizione del roaming sembra essere slittata a data da destinarsi e la colpa del posticipo è tutta del nostro paese. Nel semestre di presidenza italiana dell’UE, infatti, sarà presentato un documento per modificare le regole del roaming. L’Italia, con l’intento di andare incontro alle industrie che si occupano di telecomunicazioni, propone il tetto massimo al traffico telefonico, entro cui far valere il principio del roaming.

In pratica una volta superato il limite stabilito per legge, nel roaming internazionale, gli utenti che sono all’estero devono tornare a pagare i costi extra che sono già previsti adesso.

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