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Smartphone e tablet: bip bip, autodistruzione in corso, rifiuto smaltito

Un semplice via libera da parte del proprietario e gli smartphone e i tablet invece che trasformarsi in rifiuti si autodistruggeranno, implodendo su se stessi attraverso un comando che viene attivato a distanza da una sorta di centrale di gestione. E’ questa la strada alternativa per cercare di non trasformare il pianeta in un grande pattumiera di prodotti tecnologi.

Si tratta di un metodo ideato da alcuni studiosi dell’Università dell’Illinois che va a superare quello che è il limite del riciclo ossia la sua difficoltà ad attecchire. Nonostante tutte le campagne di sensibilizzazione che sono state fatte a riguardo, infatti, la percentuale di smartphone e tablet che viene correttamente smaltita non supera il 40% ma, in alcune zone, non arriva neppure al 10%. C’è quindi un problema che è destinato ad aggravarsi sempre di più visto l’enorme quantità di dispositivi che ogni giorno viene venduta. Prima o poi gli acquisti di oggi si trasformeranno nella spazzatura di domani e non è sbagliato ritenere, come fa l’Onu, che già nel 2018 ci saranno ben 50 milioni di tonnellate di rifiuti e-waste sparsi su tutto il pianeta. Si tratta di un numero abnorme che chiaramente porta con sè tutta una serie di rischi sulla salute dell’ambiente e dell’uomo.

E’ per spezzare questa catena nefasta che in Usa si sta davvero pensando all’autodistruzione di cellulari e tablet deperiti ossia destinati alla spazzatura. Il meccanismo di autoistruzione su richiesta del proprietario del dispositivo si attiverebbe grazie a segnali radio e allo stimolo del calore. Questo meccanismo, affiancato all’implementazione di materiali in grado di dissolversi in acqua, poterebbe alla creazione di tablet e smartphone che, una volta arrivati alla fine del loro ciclo vitale, semplicemente scompaiono. L’impatto sull’ambiente sarebbe pari a zero poichè non solo non ci sarebbe il problema del rifiuto ma neppure quello dei residui dello smaltimento. Si tratta di una soluzione completa che chiaramente dovrà essere perfezionata prima di poter entrare in funzione.

 

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