Home / Tecnologia / WhatsApp, adesso basta: aggiornamento per fermare le catene di Sant’Antonio

WhatsApp, adesso basta: aggiornamento per fermare le catene di Sant’Antonio

WhatsApp è la chat di messaggistica più famosa al mondo. L’applicazione ormai è diventata indispensabile per inviare messaggi istantanei, scambio di dati e molto altro. Dalla sua nascita con vari update è migliorata notevolmente soddisfando gli utenti che sono rimasti fedeli ad essa nel tempo.Ovviamente la concorrenza prova in tutti i modi a sottrarre utenti dalla piattaforma. Moltissime sono, infatti, le altre applicazioni di messaggistica che provano in tutti i modi a spodestare l’immenso potere di WhatsApp sugli smartphone, ma nonostante tutto la famosa applicazione di messaggistica riesce a stare ancora in vetta.

Addio alle catene di Sant’Antonio

La cosa più fastidiosa quando si utilizzano determinate applicazioni di messaggistica sono le famose catene di Sant’Antonio. Sicuramente almeno una volta sarà arrivata anche sul proprio WhatsApp. Va ricordato, però, che a volte c’è chi rimane succube di tutto ciò e questo porta la pazienza degli utenti al limite. Tutti coloro che ricevono una comunicazione su WhatsApp si aspettano di aprire un messaggio scritto da un amico e soprattutto che sia sensato, ma quando ci si imbatte in una catena di Sant’Antonio la parolaccia è d’obbligo.

Finalmente chi sta a capo della piattaforma ha deciso di mettere fine a questa tortura tecnologica attraverso un update che sarà divulgato nei prossimi giorni. La società prenderà in considerazione tutte le segnalazioni da parte degli utenti segnalati come spam, ed inoltre con l’aiuto di un algoritmo riuscirà a bloccare il messaggio dopo la 25ª condivisione.

Nel momento dell’agonismo si accorge che il messaggio è sospetto, lo passerà sotto esame per capire se sia spam oppure no.

Occhio alle truffe

Oltre al fatto di far spazientire l’utente, le catene di Sant’Antonio a volte queste possono trasformarsi in veri e propri truffe ai danni dei consumatori. Tantissimi sono i messaggi fake che promettono denaro o buoni sconto invitando a cliccare su un ipotetico link il più delle volte dannoso. A volte questo tipo di messaggi può trasformarsi in veri e propri allarmismi, dando all’utente notizie bufala. Ovviamente il nostro consiglio è quello, quando arriva un messaggio invitando a fare clic su un link, di bloccare immediatamente il contatto e segnalarlo come spam perché alcune volte dietro questi link può nascondersi addirittura un virus in grado di bloccare lo smartphone.

Circa 1,3 miliardi di persone si scambiano ogni giorno messaggi tramite WhatsApp; la maggior parte di questi sono innocenti, ma non mancano messaggi “intimi” o condivisioni di segreti commerciali. Per proteggere queste comunicazioni, WhatsApp si affida da tempo a una crittografia end-to-end che elimina quasi del tutto le possibilità di intercettare i messaggi. Abbiamo detto “quasi” perché se non si fa attenzione, qualche possibilità che altri possano intercettare le nostre conversazioni esiste, e per farlo non è neanche indispensabile essere provetti hacker! Ci sono diversi modi per intercettare le conversazioni altrui: in queste pagine ti spieghiamo quali sono e come proteggersi.

ATTENZIONE! Il nostro avvocato ci consiglia di “manipolare” con molta cautela le procedure descritte nell’articolo per evitare di incappare in sanzioni per violazione della privacy (reato che può avere dei risvolti amministrativi e penali pesanti per chi crea un danno ad un’altra persona utilizzando i suoi dati personali). Lo scopo dell’articolo è dunque puramente didattico: apprendere le tecniche dei pirati e imparare così a proteggere la nostra privacy.

 MSPY: LA SPIA DI WHATSAPP MOBILE

Un modo particolarmente semplice di spiare gli altri è quello di utilizzare un servizio di spionaggio automatico. Alcuni funzionano tramite app, altri come “servizi” Web. Su Internet sono disponibili diverse offerte, apparentemente molto popolari: una di queste è mSpy, la cui finalità dovrebbe essere quella di permettere a coniugi, capi o genitori preoccupati di spiare “amichevolmente” ciò che accade su un determinato smartphone, incluse le cronologie delle chat di WhatsApp. Inoltre, è possibile accedere alle chiamate in arrivo, in uscita e perse, alle foto, ai luoghi visitati e molto altro ancora, e tutto viene accuratamente ordinato e veicolato tramite Internet. Ma quanto è semplice spiare qualcuno così? Idea Web ha provato il servizio mSpy, che offre diverse possibilità per l’attivazione. Ecco come funziona sui dispositivi IOS e Android.

IOS

Con gli iPhone la spia, difatti, deve conoscere solo l’ID Apple e la password della vittima. Entrambi questi dati sono relativamente facili da scoprire, soprattutto se lo spiato è una persona di famiglia, un collega o un amico. Con queste credenziali, lo spione sarà in grado di accedere al backup di iCIoud tramite Internet, e siccome questi sono solitamente giornalieri, è possibile sapere con chi si è chattato durante il giorno tramite WhatsApp.

ANDROID

Su Android, invece, l’uso di mSpy è molto più complicato. Qui, chi spia deve installare l’app mSpy sullo smartphone della vittima, sarà poi questa a trasmettere i dati in background al server mSpy, proprio come farebbe un Trojan. Ma questo funziona solo se si riescono a superare due seri ostacoli: scoprire la password di Google per scaricare l’app e avere uno smartphone “rootato”. Lo spione o il proprietario dello smartphone, quindi, devono poter accedere a funzioni più avanzate rispetto al normale uso, il che è possibile solo attraverso interventi complicati. Ultimo ma non meno importante, mSpy non è gratuito, ma richiede il pagamento di un costoso abbonamento: 60 euro al mese oppure 170 euro per un anno. Costa meno di un investigatore privato, ma comunque non è poco.

COME PROTEGGERSI

Hai paura di essere spiato e vuoi proteggerti? Se utilizzi un iPhone, dovrai cambiare regolarmente la password e tenere al sicuro il tuo ID Apple. Se sei un utente Android, il rischio è piuttosto basso, almeno finché il dispositivo non viene rootato. Per scoprire se lo è, potete usare l’app “Root Checker”.

La diffusione di reti mobile super veloci accompagnata da smartphone sempre più potenti con memorie da elefante ha indotto i pirati del file sharing a spostarsi sul mobile, sostituendo piattaforme di P2P come eMule, BitTorrent e mIRC a favore di nuovi strumenti per il download a sbafo, come i social network e le app di messaggistica; le stesse che tutti noi utilizziamo quotidianamente per chattare con gli amici, inviare emoji, storie ecc. I pirati hanno puntato tutto su queste applicazioni, approfittando delle potenzialità offerte e delle caratteristiche di condivisione sulle quali si basano. Sono nati così veri e propri canali di file sharing all;interno di questi servizi con i quali gli smanettoni condividono, in barda alla legge, app e software a pagamento, film e serie TV protetti da copyright, dirette video ed eventi sportivi, e tanto altro ancora. I pirati possono così avviare la visione dei contenuti scaricati direttamente sullo smartphone sulla SmartTV (interfacciando il telefonino) per gustarsi lo spettacolo su uno schermo più grande se in compagnia di altre persone.

NUOVI DOWNLOAD MANAGER PARLANO SOCIAL

Tutto avviene tramite i bot: particolari server consultabili con dei comandi impartiti direttamente da WhatsApp, Telegram ecc. È grazie ad essi che i pirati riescono a creare un particolare “download manager” che in automatico scandaglia la rete a caccia di serie TV, giochi, film in prima visione, software con codici seriali, ebook completi e tanto altro ancora. I contenuti vengono scaricati direttamente sulla scheda SD del telefonino; in alternativa i pirati usano le versioni desktop di WhatsApp o Telegram per conservare i download anche sul disco del PC. E come vedremo, per i pirati compiere atti illegali del genere è diventato semplice come… avviare un’app.

WhatsApp, ultima truffa accesso a internet illegale, la Polizia lancia l’allarme

Moltissimi utenti di smartphone hanno divulgato una nuova truffa attualmente presente sui propri telefonini. Il malcapitato arriverà un SMS dell’imminente blocco del suo cellulare da parte della polizia postale per essersi collegato alla rete Internet in modo illegale. Tutto questo viene accompagnato dall’assurdo messaggio di un pagamento di riscatto per sbloccare il dispositivo e continuare ad usare legalmente il proprio smartphone.

Ovviamente è tutto falso. La Polizia non avvisereb

WhatsApp, ultima truffa accesso a internet illegale, la Polizia lancia l’allarme

Moltissimi utenti di smartphone hanno divulgato una nuova truffa attualmente presente sui propri telefonini. Il malcapitato arriverà un SMS dell’imminente blocco del suo cellulare da parte della polizia postale per essersi collegato alla rete Internet in modo illegale. Tutto questo viene accompagnato dall’assurdo messaggio di un pagamento di riscatto per sbloccare il dispositivo e continuare ad usare legalmente il proprio smartphone.

Ovviamente è tutto falso. La Polizia non avviserebbe mai un cittadino di una multa tramite messaggio sul cellulare. E a denunciare il fatto è stata la stessa pagina Facebook della Polizia di Stato, Commissariato di PS Online – Italia.  Non si tratta della prima truffa del genere. In passato un messaggio di blocco simile aveva creato il panico per alcuni utenti di WhatsApp. Quasi sempre la vittima della frode viene accusata di aver scaricato materiale illegale o di aver navigato in siti poco raccomandabili. E quasi sempre c’è una multa da pagare. Per fortuna riconoscere truffe di questo tipo è molto semplice.

Come difendersi

Questo è il testo della nuova truffa denunciata dalla Polizia di Stato: “La polizia avverte. Italia: l’accesso a Internet è limitato a causa della violazione di legge. Tutte le azioni fatte su questo dispositivo mobile sono state registrate. Tutti i vostri file sono stati criptati. La dimensione della Sua multa è 100€. Se si lascia che siano trascorse 24 ore senza pagamento, il tuo Google Account verrà bloccato e sarà oggetto di procedimento penale. La multa si può pagare con l’aiuto dei voucher PaySafeCard. Questo metodo di pagamento consente di effettuare un pagamento anonimo. PaySafeCard è disponibile in tutta sicurezza vicino a te in Italia”. Capire che si tratta di una truffa non è difficile. Partiamo dall’italiano, abbastanza maccheronico. Sicuramente i cyber criminali stanno generando una frode globale e hanno usato un traduttore online per trascrivere dall’inglese questo messaggio. Perché poi la polizia dovrebbe bloccare il nostro Account Google e l’azienda di Mountain View non ci ha avvisato di nessuna operazione sul nostro profilo? Attenzione infine al metodo di pagamento richiesto. L’anonimato non è a vantaggio della nostra privacy ma serve ai cyber criminali per non essere scoperti.

WhatsApp, cancellare i messaggi inviati per errore e modalità Picture in Picture

WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea più famosa al mondo, è sempre pronta a presentare tante novità per far felice i propri utenti e dopo l’annuncio dell’arrivo delle videochiamate Pip e delle nuove spunte verdi per identificare i profili delle aziende e stare alla larga dalle truffe, adesso WhatsApp pare abbia introdotto una novità molto interessante. Curiosi di capire in cosa consiste?Secondo quanto emerso nelle ultime ore, sembra che ben presto su WhatsApp sarà possibile cancellare i messaggi inviati per così dire per errore. In realtà dell’introduzione di questa funzione se ne parla già da tempo, ma fino ad ora sembra ci siano state delle lacune e per questo motivo la novità non sarebbe stata mai lanciata ufficialmente, ma nelle scorse ore è trapelata la notizia secondo la quale a breve finalmente con il prossimo aggiornamento tutto questo potrebbe diventare realtà.

Si tratta di una delle funzionalità più attese dagli utilizzatori di quest’applicazione, visto che almeno una volta nella vita è capitato a tutti di inviare un messaggio attraverso WhatsApp magari facendo una figuraccia con un amico, un parente o ancora peggio con un collega di lavoro. Grazie a questa nuova funzionalità, però, ben presto si cambierà musica e i messaggi inviati per errore s potranno cancellare. Secondo alcune indiscrezioni, sembra che i server siano stati al momento configurati e sarebbero già predisposti, cosa che fa capire ce ben presto la nuova funzionalità potrebbe arrivare e dunque potrebbe essere pronta al lancio.

Non si sa ancora quando, ma si pensa che la possibilità di cancellare i messaggi inviati su WhatsApp potrebbe arrivare nei prossimi giorni, o al massimo nelle prossime settimane; va anche detto che questa funzione di cancellazione dei messaggi arriverà sia per iOS che per Android. Secondo alcune informazioni o meglio indiscrezioni, sembra che la funzione che permetterà di cancellare i messaggi inviati per errore, non soltanto non rimuoverà il messaggio dalla chat del mittente, ma anche dall’area notifiche del destinatario dove rimarrà, come unica e sola traccia, il solo avviso “This message was deleted“. L’opzione Elimina per tutti pare sia già apparso in una versione beta rilasciata lo scorso mese di agosto e  destinata al sistema operativo Windows Phone, e questo aveva fatto presagire l’imminente arrivo anche su sistemi operativi più diffusi al mondo ovvero Android e iOS, ma per adesso come già abbiamo detto, non ci sono informazioni precise al riguardo.

In termini di novità WhatsApp,  abbiamo parlato anche della modalità picture-in-picture ovvero uno strumento molto interessante che permette di creare delle piccole finestre galleggianti sullo schermo da utilizzare nel corso di una videochiamata in modo da poter continuare ad utilizzare il proprio smartphone per chattare su WhatsApp o fare qualche altra cosa come inviare una mail e file o senza dover dunque interrompere la videochiamata.

Tutti pazzi per WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea che ha riscosso davvero tantissimo successo negli ultimi anni contando milioni di utenti attivi ogni giorno. Sono tante le novità presentate quotidianamente dall’azienda e nello specifico oggi vogliamo parlarvi di alcuni trucchetti per utilizzare la piattaforma senza dover per forza avere un numero di telefono associato.

Loading...