Whatsapp gratis, pop up esclusi e allora si “tassano” banche e compagnie aeree

Whatsapp ha annunciato che il servizio di messaggistica più famoso del mondo resterà sempre gratis per tutti i soggetti privati. Il costo annuo di 0,99 dollari, quindi, viene accantonato perchè non conveniente in base a quelle che sono le proiezioni effettuate dal management sulla fattibilità dell’operazione. A spingere verso questa decisione sono stati i timori che l’introduzione del servizio a pagamento significasse interruzione dell’utilizzo del programma da parte di tutti quegli utenti che non hanno a disposizione un conto online o una carta di credito con cui effettuare il pagamento o di tutti quegli utenti che vivono in Paesi in via di sviluppo. E’ stata la stessa Whatsapp a dichiarare che la società non può permettersi di perdere i tanti privati che vivono in quei paesi che sono indicati, per i prossimi anni, a forte potenziale di crescita.

Lo stop al progetto di far pagare 99 centesimi l’utilizzo di Whatsapp è stato parallelo anche al blocco dell’idea di inserire messaggi pubblicitari nelle comunicazioni. Eventuali banner o comunque advertising, infatti, sarebbero stati giudicati troppo invasivi dai clienti con il rischio concreto di fuga di utenti. Chiusa anche questa strada, resta il nodo della monetizzazione che è comunque imprescindibile visto che Whatsapp prima di un servizio è una azienda.

La via di uscita da questa difficile matassa potrebbe essere rappresentata da una terza idea che sta circolando in casa Whatsapp in queste ultime settimane. Come specificato dal management sullo stesso blog, si sta pensando di introdurre la possibilità di conversazioni a pagamento tra banche e clienti nonchè tra compagnie aeree e viaggiatori che si servono di tali compagnie. L’idea è ancora allo stato embrionale ma venuti meno i 99 cent e i banner pubblicitari, la sola strada percorribile resta quella dei servizi aziendali alla propria utenza. I tecnici di Whatsapp sono quindi al lavoro in questa direzione.

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