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Wordsmith rischia di mandare il giornalismo in pensionamento anticipato

Si chiama Wordsmith e per adesso è solo in versione beta, anche se il suo lancio pubblico è previsto per gennaio 2016, e sta creando scalpore soprattutto sui media perché il servizio rischia di mandare in pensionamento anticipato i giornalisti. Perché? Semplicemente perché Wordsmith riesce a scrivere articoli in automatico grazie al solo incrocio dei dati. Wordsmith, creato da Automated Insight, è un software in grado di generare in automatico articoli di sport e report finanziari, in cui il contenuto emozionale, soprattutto negli ultimi, non è una prerogativa da rispettare. 

Ciò lascia immaginare un futuro in cui le redazioni dei giornali sono composte da software e robot, da algoritmi che incrociano dati e parametri utili a generare una notizia in automatico, soprattutto in determinati ambienti come quello del giornalismo finanziario o delle agenzie di stampa.

Attraverso ciò che è stato appreso dall’elaborazione dei report finanziari, Wordsmith potrebbe sfruttare tale tecnologia per sconfinare anche negli ambienti più di cronaca stretta e attualità, andando così a creare articoli che sembrano essere scritti da uomini, impeccabili sotto il punto di vista della forma e dell’esattezza delle informazioni.

Ancora più inquietante è il fatto che noi lettori, spesso, non sappiamo riconoscere quando un articolo è scritto da una persona e quando è scritto da un robot o da un software qualsiasi. Lo ha rivelato un sorprendete studio di Christer Clerwall, per il quale, dopo alcuni test, gli utenti non sono riusciti a distinguere un articolo scritto da un giornalista e un articolo scritto da Wordsmith. Come a dire che il giornalismo sembra avere le ore contate: Wordsmith, se perfezionato quanto basta, abbasserà i costi della manodopera e scriverà notizie perfette, magari private del contenuto emozionale. Chissà se il futuro del giornalismo si leggerà in algoritmi.

 

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