Pensione di invalidità, somme percepite indebitamente. Cosa fa l’Inps?

Coloro che percepiscono la pensione di invalidità, possono incorrere alla restituzione delle somme che sono state percepite indebitamente? È in queste circostanze che cosa fa l‘INPS? Recentemente di questo se ne sta occupando SalvisJuribus che ha trattato un episodio di giurisprudenza che ha visto contro l’Inps e una signora con invalidità all’80%. La signora nell’anno 2018 sembra sia stata interpellata dall’Inps per restituire le somme di denaro indebitamente percepite nell’anno 2015 per via di un ricovero in una clinica le cui spese sembra fossero totalmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Il caso

Sembra che la signora avesse fatto ricorso attraverso il legale contro il provvedimento Inps, viziato secondo la stessa per alcune ragioni. La prima di queste sarebbe la prescrizione. L’Inps sulla base della Legge n.412/1991 è tenuto a verifica annuale dei requisiti reddituali dei pensionati allo scopo di agire su somme che sono erogate ma che sono indebitamente percepite. “L’Inps procede annualmente alla verifica delle situazioni reddituali dei pensionati incidenti sulla misura o sul diritto alle prestazioni pensionistiche e provvede, entro l’anno successivo, al recupero di quanto eventualmente pagato in eccedenza”, è questo quanto si legge nell’articolo in questione. Secondo quanto riferito dal legale della donna, questo articolo appena citato va a svincolare la norma generale, stabilita dall’articolo 2033 del codice civile che definisce decennale il termine della prescrizione.

Un altro aspetto considerato è quello della genericità del provvedimento che non dava alla donna la possibilità di avere informazioni contabili ci fare riferimento e considerati indispensabili per poter valutare la richiesta dell’Inps. Tra i documenti pare ci fosse una dichiarazione di ricovero relativa al 2015 che pare peccasse di genericità e mancanza di dettagli fondamentali per poter comprendere le ragioni ed i riferimenti sui quali si basava l’Inps.

Errori nella documentazione

Nella documentazione presentata dalla signora pare ci fossero degli errori ad iniziare dal fatto che la retta della struttura dove la stessa era stata ricoverata, fosse stata interamente a carico del SSN, una condizione che determinerebbe così la decadenza dei requisiti per poter percepire la pensione di invalidità. “La signora, per la compilazione del modello RED; tramite il CAF, aveva dichiarato di pagare con le proprie risorse una parte della retta di residenzialità in struttura per disabili negli anni 2014-2015-2016”, mentre la restante somma era a carico dell’ULSS di Verona”, ha dichiarato ancora Salvis Juribus.

Pensione di invalidità, le somme percepite indebitamente quando vanno restituite

Sembra che anche nel modello red 2018 risultasse una persona ricoverata negli anni 2016 e 2017 presso la struttura con una determinata parte di retta a carico proprio, un elemento che avrebbe proceduto alla rettifica della precedente dichiarazione. Ad ogni modo, l’importo della pensione di invalidità, nel caso di errori nell’erogazione della stessa non può essere restituito dall’Inpsad eccezione per i casi di dolo, ovvero per quelle eventualità in cui il beneficirio abbia agito per inganno, truffa o raggiro.

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