Obama, milioni i seguaci su Twitter dell’ex presidente americano. È riuscito a superare la regina finora incontrastata: Katy Perry

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    Lo ha detto la prima volta nel 2008, quando era solo un candidato alla presidenza degli Stati Uniti: «Yes, we can» (sì, possiamo). E poi le elezioni Barack Obama le vinse e divenne il primo afroamericano a entrare alla Casa Bianca, rimanendovi a guidare l’America per due mandati, fino al 2017. Il suo motto continua a dargli ragione, perfino negli ambiti più imprevedibili per un politico. Barack Obama, infatti, adesso ha conquistato anche Twitter: con 108 milioni di follower è il nuovo re del celebre social network. Sorpassando proprio in questi giorni, sebbene per una manciata di seguaci, la cantante Katy Perry, che deteneva il primato con 107 milioni e 800 mila follower. In più pare che Barack guadagni circa 500 mila nuovi seguaci al mese, contro i 130 mila mensili della Perry. Guardando alla classifica dei personaggi più seguiti su Twitter, il successo di Obama risulta davvero eclatante: al terzo posto c’è Justin Bieber con 106 milioni di seguaci, al quarto Rihanna con 92,7 milioni. Ancora più staccato Cristiano Ronaldo, bloccato a 79 milioni di follower. Insomma, l’ex presidente degli Stati Uniti è più popolare e seguito delle più famose star della musica e del più bravo e ricco campione di calcio al mondo, cioè gli idoli dei più giovani e all’apparenza poco sensibili ai messaggi maggiormente impegnati. E quanto rosica Donald Trump, il presidente in carica. Obama non gli è mai stato simpatico, non passa giorno senza che gli rivolga delle critiche. Sebbene Trump resti il protagonista delle discussioni su Twitter, postando 20 tweet al giorno contro i 18 al mese di Barack, quest’ultimo lo distacca alla grande: Donald ha 62 milioni e 800 mila follower, oltre 45 milioni in meno del suo predecessore alla Casa Bianca. Una sconfitta inaccettabile per Trump. A tal punto, ha riferito il quotidiano The Washington Post, che Donald ha convocato Jack Dorsey, l’amministratore delegato di Twitter, accusandolo di avere fatto togliere intenzionalmente dal social tanti follower dal suo profilo. Dorsey ha risposto che la diminuzione è il risultato della cancellazione di falsi profili. Chissà come si arrabbierà Donald il 21 agosto. Quel giorno su Netflix andrà in onda American Factory, il documentario prodotto da Obama e da sua moglie Michelle. E ci sarà un’altra pioggia di follower.

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