Sandra Milo parla senza vergogna dell’intesa sessuale con il fidanzato: “Si fanno cose divertenti”

Amori, polemiche, rivincite. La 76esima Mostra del cinema di Venezia mette in scena tutte le dinamiche dell’animo umano. Ma, più che sul grande schermo, lo fa sui tappeti rossi e tra i vicoli della Laguna. Regina indiscussa di questo Festival è Sandra Milo, che lo inaugura presentando il suo nuovo cavaliere, il ristoratore di Treviso Alessandro Rorato. «Abbiamo un bellissimo rapporto: la nostra, se proprio devo definirla, è un’amicizia amorosa», confida Sandra Milo.

«E un ragazzo molto carino e gentile»

Accanto a lui sorride come una ragazzina alla prima cotta. Ma Sandrocchia, già musa di Federico Fellini, è una donna che sa come tenersi l’uomo. «Alessandro è un ragazzo molto carino, gentile e affettuoso che conosco da un paio d’anni. Se vogliamo usare un termine esatto stiamo vivendo la fase del corteggiamento, una delle più belle in una relazione sentimentale. E, quindi, mi rende felice. Lui è una persona molto carina e spirituale, ha una madre e una sorella affettuosissime, quindi è abituato al rispetto nei confronti delle donne e conosce bene l’animo femminile», racconta.

A testimonianza di tali buone maniere, ecco spuntare anche un prezioso anello a forma di cuore: sarà un pegno di a- more eterno? «Chissà… Non penso mai al futuro», risponde la Milo. Poco importa se lui è più giovane di 37 anni. «È così difficile stare bene con qualcuno! L’età è un dettaglio insignificante. Non bisogna pensare al domani: per questo mi godo l’attimo».

E quale cornice migliore della Laguna. Un luogo che Sandra conosce bene. «Questa è la mia quarta volta. Ci sono stata già come protagonista di tre film: Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli; Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini, che vinse il Leone d’oro, e poi sempre con un film di Rossellini, Vanina Vanini, per cui la critica mi trattò malissimo. E pensare che oggi è considerato uno dei suoi film più belli». Da veterana della kermesse, Sandra si diverte a seguire le proiezioni dei film in gara, come La vérité, con Catherine Deneuve, che ha dato il via alla gara. «Ho trovato la Deneuve un’attrice straordinaria. Però il film, che racconta la storia di un rapporto madre-figlia, nel complesso mi ha emozionato poco. Un’opera, come quelle di Shakespeare, è grande quando riguarda tutti e questa, invece, non mi ha coinvolto fino in fondo, non ci ho ritrovato le mie dinamiche familiari». Insomma, come critica la Milo è molto severa. Come anche le altre donne protagoniste di questa edizione. A partire dalla presidente di giuria Lucrecia Martel. La regista argentina si è rifiutata di fare presenza al gala in onore di Roman Polanski – in concorso con il film J’accuse, dedicato allo scandalo Dreyfus – condannato nel 1977 per violenza sessuale su una minorenne. «La sua presenza mi mette a disagio. Non voglio alzarmi in piedi e applaudirlo. Non sarebbe giusto nei confronti di tutte le donne che rappresento e delle donne argentine vittime di stupro», ha spiegato l’artista.

La madrina passa in secondo piano

Provocazioni a parte, se la Milo è riuscita a rubare la scena a una madrina come Alessandra Mastronardi – forse troppo intimidita nel suo ruolo c’è un divo che merita la corona di re del Festival. Brad Pitt, che ha attirato l’attenzione su di sé fin da quando ha messo piede in Laguna, rigorosamente da solo. Non solo le fan lo aspettavano sul pontile per un autografo o una foto, ma lo hanno tampinato ovunque: sotto l’albergo e persino sul red carpet. «Le sue ammiratrici hanno dormito sul red carpet dalla sera prima pur di non perdersi il suo défilé», riferisce un addetto alla sicurezza. E chissà che non abbia trovato un amore italiano…

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