Massimo Giletti a ‘Non è l’arena’ parlerò di Bibbiano, ultime notizie

Format vincente non si cambia. Dopo due stagioni di grandi successi su La7, Massimo Giletti è tornato in onda con una nuova edizione del suo programma Non è l’arena. Talk, inchieste, approfondimenti e una novità in studio: la giornalista Selvaggia Lucarelli, che affianca il conduttore per commentare, con il suo stile polemico e decisamente ironico, i fatti più interessanti della settimana.

Un modo, forse, per conquistare il pubblico più giovane, che la tivù la guarda sempre meno. Ma anche per aggiungere un punto di vista femminile su uno dei temi che al giornalista interessano di più: la violenza sulle donne.

Anche quest’anno racconterai storie «li chi viene maltrattato perché più debole? «Sì, ma con una chiave nuova: racconterò il riscatto di chi ce la fa, di chi si solleva e si ribella. Eroine della quotidianità che alzano la testa contro gli uomini violenti. Lo farò con Selvaggia, che ha sempre uno sguardo intelligente su quest i temi». La storia delle tre sorelle siciliane minacciate dalla mafia e stato uno dei temi portanti della scorsa stagione: anche questa ne avrà uno?
«C’è una storia che ho seguito prima di tutti gli altri, denunciando quando nessuno osava farlo: quella dei diavoli della Bassa modenese. La terribile vicenda che coinvolgeva assistenti sociali, psicologi e tribunali dei minori e che portò via, negli anni ’90, decine di bambini ai loro genitori, esattamente ciò che oggi è tema di indagine a Bibbiano. Ecco, parleremo di quello che è successo davvero a Bibbiano».
Non temi strumentalizzazioni politiche del caso?
«No, anzi, le trovo stupide: a Bibbiano erano coinvolti troppi soggetti, in preda a una follia collettiva. Per questa ragione chiederò che s’intervenga con una nuova legge sugli affidi dei bambini».
La formazione del nuovo
governo ha dimostrato che la politica rimane un genere tv molto seguito: te ne occuperai?
«La politica è una mia passione, certo. A un certo punto mi avevano anche chiesto di candidarmi. Ma mi piace molto di più stare dall’altra parte, a fare domande. E quest’anno non mancheranno le persone cui rivolgerle: in studio avrò presto Salvini e Renzi, i veri protagonisti dei prossimi mesi».

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Un tempo la domenica televisiva era solo pomeridiana, ora a farvi la guerra per gli ascolti serali siete in tanti. Preoccupato per la concorrenza?
«Una volta l’unica trasmissione rilevante della domenica
era l’Angelus del Papa. Io invece dovrò vedermela con Fabio Fazio, una fiction Rai e pure con la macchina infernale di Barbara d’Urso e del suo Live, che andrà avanti fino a tarda notte».
Temi soprattutto
quest’ultima?
«E noto come la penso sulla d’Urso: è una bravissima professionista che monta a neve il nulla, rendendolo un successo. Non apprezzo i suoi contenuti, che lei chiama informazione, ma averla contro sarà dura. Però non sarà questo a fermarmi: la mia televisione è fatta di storie vere».
Ormai La7 è casa tua?
«Sono ancora qui anche per il rapporto che mi lega a Urbano Cairo. La mia Tv dà fastidio ai poteri, per farla devi avere un editore forte. E io, con lui, mi sento tutelato».

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