Monica Bellucci attacca gli uomini: “Ci fate fare le mamme e poi andate con altre donne”

Siamo nel pieno di un cambiamento enorme. Le donne escono allo scoperto, parlano di più, vedi molte più donne regista, donne pilota, donne arbitro. Diventa sempre più sottile il confine tra il bisogno di essere amate e però anche rispettate…». Parole di Monica Bellucci che a “Vanity fair” fa una fotografia del momento storico e sociale che stiamo vivendo, quello in cui le donne possono finalmente vivere come vogliono senza dover più seguire certi stereotipi e certe regole scritte nell’animo umano da secoli di cultura maschilista.

Anche perché l’uomo che andava in voga fino a qualche anno fa, “l’uomo che non deve chiedere mai”, ormai non c’è più. «Il macho di un tempo non esiste più, sarebbe una macchietta, ma gli uomini di oggi hanno paura di guardare le donne per strada e questo non va bene. Mi piace l’uomo che non teme di mostrare la sua parte femminile». Al tempo stesso, però, è cambiato anche il modello del desiderio e anche in questo caso le parole dell’attrice non sono banali: «la donna madre, forse, non è più desiderabile?

Ah boh… Ci lasciate fare le mamme e poi ve ne andate con altre donne. Così ci perdiamo». Forse si riferisce alla sua vita personale, alla storia con Vincent Cassel che l’ha lasciata dopo aver avuto due bambine (Deva e Leonie) e che ora è sposato con la giovanissima top model Tina Kunakey, da cui ha avuto anche una figlia. 0 forse parla in generale, perché in realtà con il suo ex lei è in ottimi rapporti e, almeno pubblicamente, dimostrano il rispetto e la stima reciproca. Una stima ribadita anche nelle scorse settimane al festival del cinema di Venezia quando si sono incontrati per parlare della versione aggiornata e modificata del film “Irreversible” che girarono in coppia nel 2002.

In origine il film era montato al contrario, quindi si iniziava dall’ultima scena e mano a mano si vedeva ciò che accadeva prima. Oggi il regista Gaspar Noè l’ha rimontato in ordine cronologico, ma questo è stato anche il modo per far rivivere quell’esperienza a Monica che in quel film fu protagonista della scena di stupro più lunga della storia del cinema: dieci minuti di violenza sessuale in un sottopassaggio. «Riproporlo oggi può imbarazzare?
No. – ha risposto chiaramente Monica – Se ci permette di parlare di violenza, di temi scottanti, ben venga un film come questo. La brutalità dell’abuso sessuale è una tragedia che può toccare a chiunque. Anche un film può suscitare una riflessione, e fare evolvere il rapporto fra uomo e donna». Era il 2002, le carriere e le vite di Monica e Vincent sono cambiate, ma quel tema è ancora attuale» Purtroppo.

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