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Carlo Conti, a Tale e quale show non ci saranno mai bambini

Quando un programma ha successo può accadere che – pur di fare il pieno di ascolti – venga declinato in tutte le versioni possibili, da quella per vip a quella per bambini. È successo, in Spagna, anche a Tale e quale show. Qualche’ anno fa Antena 3 ha proposto la Tu cara me suena mini, un’edizione del talent in cui a trasformarsi in cantanti celebri grazie a trucchi e costumi erano dei ragazzini. Accadrà anche in Italia? «Non sono d’accordo con questo tipo di programma», tuona il conduttore Carlo Conti. «Non potrei mai condurre la versione baby di Tale e quale».

Perché questo categorico rifiuto? La versione baby potrebbe avere tanto successo quanto quella tradizionale. «Non mi va di vedere i bambini diventare grandi prima del tempo. In questo format i piccoli concorrenti non dovrebbero solo cantare, ma anche imitare gli adulti: le movenze di Britney Spears piuttosto che di Elton John, compreso il trucco, che li trasformerebbero in bambini troppo cresciuti. Da quando sono papà di Matteo sono ancora più consapevole di quanto sia importante vivere l’infanzia con spensieratezza».

Condurrai, però, lo Zecchino d’oro… «Ma lì i bambini fanno i bambini. Sono il direttore artistico del programma dal 2017 e, il prossimo 7 dicembre, dividerò la scena con la mia amica e collega Antonella Clerici. Sarà un appuntamento sotto il segno della spensieratezza e dell’allegria».

Come ti spieghi che Tale e quale show, ormai arrivato alla nona edizione, abbia ancora così tanto successo di pubblico? «Probabilmente perché si tratta di un varietà divertente. La votazione è solo a fine esibizione, i giudici sono attenti, ma ironici. Loretta Goggi, Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme insieme sono una forza della natura. E poi non c’è mai litigio o polemica per ottenere mezzo punto in più di ascolto».

Per la prima volta, dopo averne tanto parlato, sperimenterai anche una versione per non famosi del tuo programma. «Solo nella decima puntata. Si tratterà di uno spin-off per mettere alla prova le persone normali che cantano e imitano. Ma non sarà un esperimento che sfocerà in una sorta di imitazione de La corrida. Il lavoro di trucco e costumi dei concorrenti non famosi sarà dello stesso livello della versione vip». Che ne pensi di Amadeus come conduttore e direttore artistico del 70° Festival di Sanremo?

«Sono molto felice, noi due abbiamo lo stesso percorso artistico: abbiamo cominciato dalla radio e abbiamo fatto tanta gavetta. È il suo momento e sono sicuro che affronterà questa avventura con impegno, ma anche con la sua consueta leggerezza». C’è speranza di rivederti quest’anno sul palco del teatro Ariston? «Se passo da Sanremo, vi pare che non vado a trovare Amadeus? Sicuramente… (ride, ndr)».

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