Lino Banfi, il dramma dell’adorata moglie malata di Alzheimer che non lo riconosce più

Nasconde le lacrime I dietro ai sorrisi Lino Banfi. L’attore pugliese vive con una spada nel cuore che non dà tregua alla sua pena Tutto è cominciato a Canosa di Puglia L’adorata moglie Lucia, malata di Alzheimer, comincia a non riconoscere i suoi familiari. E per lui diventa sempre più difficile sopportare il peso del dramma che ha colpito la donna, cui è legato da 67 anni e che ha sposato nel 1962.

La storia d’amore del comico comincia a Canosa di Puglia, quando l’allora Pasquale Zagaria (questo il vero nome di Lino) si innamora di Lucia spesso il Nonno Libero della  Lagrasta, una ragazza che lo fa penare parecchio prima di accettare la sua corte. «Con lei siamo stati fidanzati dieci anni, perché la sua famiglia era contraria al nostro, matrimonio», ricorda spesso il Nonno Libero della storica fiction di  Raiuno Un medico in famìglia. Alla fine, però, riescono a strappare il permesso per le nozze. «Siamo scappati. Due giorni a Bari. E così, al ritorno, matrimonio riparatore alle sei del mattino».

Da quel momento non si lasciano più: hanno’due figli, Rosanna e Walter, che condividono con il padre il dolore per la terribile malattia della mamma. Il morbo di Alzheimer comincia in modo strisciante: prima le persone si dimenticano le cose e poi arrivano a non riconoscere più neanche i familiari. «A volte Lucia mi faceva sempre le stesse domande. Prima non sapevo come dovevo rapportarmi e le rispondevo spazientito. Ma ora ho capito», ha rivelato l’attore. «Il professore che l’ha in cura mi ha consigliato di non partire per più di una settimana. Mi ha detto che, dopo un lungo periodo di lontananza, avrebbe potuto non riconoscermi. Ho pianto, ma non ce l’ho fatta a lasciarla e ho rinunciato a un film importante in Germania da protagonista».

La voglia di lavorare ancora però c’è. Così l’attore – dopo il congelamento di Un medico in famiglia – si dedica al ristorante pugliese che ha aperto a Roma dove lo chef è la nipote Virginia, figlia della primogenita dell’attore Rosanna. Però Lino ha la comicità nel sangue. «I miei genitori avevano deciso che dovessi fare il prete o il notaio. Il vescovo mi disse che non ero portato per fare il prete, ma per fare ridere le persone», ha confidato Banfi.

Per questo sta per tornare alla fiction in una serie di quattro puntate in cui indosserà – ironia della sorte – i panni di un frate cappuccino accanto ad Al Bano nel ruolo di un ex mafioso. «Una coppia nazionalpopolare anomala, che può funzionare», ha detto Banfi, entusiasta del progetto che però sta subendo qualche ritardo.

«È probabile che il lavoro sul set slitti tra marzo e aprile 2020. Stanno ancora finendo di scrivere la serie», ha spiegato Carrisi. «Ci sono stati un paio di fruttuosi, entusiastici incontri tra me, Lino e la produzione. L’idea mi è piaciuta ed è probabile che approdi in Rai. Di più non posso dire: i ladri di idee sono sempre in agguato».

Per il momento Banfi controlla a vista la moglie. «Mi sveglio all’alba, sono pensieroso», ha rivelato. «Questo nervosismo non mi fa stare bene. Ammalato spesso diventa chi sta vicino. Invece devo essere in forma per lei». Il rimpianto per le cose da fare è grande: Lucia e Lino hanno sempre sognato di andare in crociera, ma lui lavorava continuamente e ora non è possibile. Le priorità sono cambiate e la paura più grande è la stessa: «A volte è lei che me lo chiede: “E se un giorno non ti riconoscerò più?”. Allora io scherzosamente rispondo: “Ci presenteremo di nuovo. Certo non sarò più bello come la prima volta che mi hai visto”».

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