Morte Anna Zegarelli, il dolore dei colleghi di TeleArena e Radioverona: “Una roccia”

Sono ancora sotto choc i colleghi di Anna Zegarelli, la giornalista di 52 anni di TeleArena e Radioverona morta dopo un malore che l’aveva colpita in redazione. In attesa dei funerali, che si svolgeranno mercoledì 13 novembre, alle 10.30, al cimitero monumentale nella sala funeraria  per la celebrazione buddista e successivamente, alle 11.30,  nell’adiacente chiesa con cerimonia cattolica, tanti sono i messaggi che stanno arrivando nelle ultime ore da amici e conoscenti. Particolarmente commovente è il lungo ricordo condiviso dai colleghi de L’Arena, di cui era storica collaboratrice, che l’hanno definita una vera roccia, come la chiamavano anche i suoi figli.

“Era una donna dolce Anna, anche se la vita con lei era stata severa”, si legge in un articolo in cui si fa menzione del matrimonio che la donna si era lasciata alle spalle così come qualche problema di salute “superato che aveva fatto credere a tutti che lei fosse immortale”. Una vita tranquilla e dedita al lavoro fino a lunedì scorso quando, intorno alle 19 è stata trovata riversa sul pavimento del bagno, priva di sensi, da una collega, poco prima delle fine del turno in redazione. Trasferita in ospedale, è stata operata quella stessa notte. “C’è un grave trauma neurologico, Anna è in coma”, ricordano i colleghi, che hanno sottolineato come l’intervento sia tecnicamente riuscito, ma ormai le sue condizioni erano troppo gravi. L’aneurisma cerebrale che ha avuto le è stato infine letale.

Molto toccante anche il ricordo fatte da Assostampa Veneta su Facebook: “Appassionata di arte, ma anche della natura uno sguardo sempre rivolto al sociale, la sua fede, il buddismo tibetano, ma anche l’amore per gli animali, non a caso, nel suo appartamento, c’erano quattro tartarughe, due gatti, due cani, l’ultimo appena adottato, un cane maltrattato – si legge -. Anna era sempre di corsa, sempre incasinata. Tanti i problemi che ha dovuto affrontare, ma sempre circondata da una sorta di grande famiglia fatta di zii e zie acquisiti per i suoi figli, perché spesso i legami di sangue sono meno forti di quelli dell’amore che nasce tra persone che si stimano e si appoggiano. In questi giorni, in ospedale, sono state decine le persone che sono state accanto ai figli, a dimostrazione che Anna ha saputo fare una cosa grande: unire amici, fare squadra, passando il testimone a loro, adesso che lei è volata via è la sua famiglia allargata che adesso deve raccogliere il testimone per Michele e Carola”.

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