Redazione 21 Novembre 2019

Bisognerà aspettare il prossimo giugno per capire come si concluderà, almeno dal punto di vista giudiziario, la vicenda che vede coinvolti due uomini – padre e figlio – e un anziano. I primi due, secondo le accuse, avrebbero tenuto segregato in casa un ottantenne malato di Parkinson per poter usufruire dei soldi della sua pensione. La notizia, che è stata raccontata da “La Prealpina”, si riferisce a fatti che hanno avuto inizio nel 2013 a Castellanza, in provincia di Varese.

Da quanto risulta, i due aguzzini dopo averlo conosciuto, avrebbero promesso all’anziano signore di accoglierlo in casa propria per fornirgli un aiuto concreto nella vita di tutti i giorni, resa ancora più difficile dalla malattia. Dopo avergli aperto le porte di casa i due uomini si sono trasformati in carcerieri, costringendo il pensionato in una condizione umiliante. Dopo anni di soprusi, nella giornata di mercoledì 19 novembre padre e figlio sono finiti davanti al giudice, scegliendo di farsi processare con rito abbreviato.

La segregazione e i soldi della pensione

Dalle ricostruzioni della vicenda sembrerebbe che i due uomini confinassero l’anziano in una stanza spoglia, impedendogli perfino di vestirsi o lasciandolo senza cibo per giorni interi. Come se non bastasse secondo l’accusa padre e figlio si sarebbero anche fatti rilasciare la delega per operare liberamente sul suo conto corrente, oltre a farsi consegnare il bancomat da dove prelevarono circa quattromila euro. La vittima di questi soprusi è morta ormai da qualche tempo, mentre i suoi aguzzini sono in attesa del verdetto della magistratura. Il giudice ha rinviato il processo al mese di giugno 2020.

Leggi anche  Coronavirus, le conseguenze della pandemia di cui nessuno parla

Leave a comment.

Your email address will not be published. Required fields are marked*