La magistratura in Argentina ha spiccato un mandato di cattura internazionale nei confronti del vescovo Gustavo Zanchetta, accusato del reato di abuso sessuale semplice e continuato ai danni di due seminaristi, aggravato dal fatto di essere stato commesso da un ministro di culto. Nel 2017 Zanchetta è stato chiamato in Vaticano da Bergoglio.

La magistratura di Salta, in Argentina, ha spiccato un mandato di cattura internazionale nei confronti del vescovo argentino Gustavo Zanchetta, domiciliato in Vaticano. Il religioso, cinquantaquattro anni, è accusato del reato di abuso sessuale semplice e continuato ai danni di due seminaristi, aggravato dal fatto di essere stato commesso da un ministro di culto.

I reati di cui è accusato Zanchetta erano già noti e la notizia dall’Argentina della richiesta di arresto arriva mentre papa Francesco non è in Vaticano, ma impegnato in un viaggio in Thailandia. La pm María Soledad Filtrín ha deciso di emettere il mandato nei confronti del vescovo considerato vicino a papa Francesco, dopo che lo stesso non ha risposto a ripetute telefonate e mail inviategli per procedere alla notifica degli atti processuali e dopo la sua decisione di costituire il suo domicilio nello Stato del Vaticano.

Nel 2017 monsignor Zanchetta è stato richiamato a Roma dal Pontefice – Gustavo Zanchetta si era dimesso dalla diocesi di Oran, nel nord dell’Argentina, nel luglio del 2017 e successivamente era stato chiamato in Vaticano dal Papa che lo ha nominato assessore dell’Apsa (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica). Lo scorso giugno il procuratore della provincia argentina di Salta, Monica Viazzi, ha accusato il vescovo di “abusi sessuali continui aggravati”. Per la prima volta è stata formalizzata l’accusa in un tribunale.

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Papa ha autorizzato un processo al vescovo in Vaticano – Lo stesso Bergoglio nei mesi scorsi ha commentato la vicenda rivelando in un’intervista alla tv messicana Televisa che Zanchetta è sotto processo in Vaticano per le medesime accuse per le quali è finito nel mirino anche nel suo Paese d’origine. “Circa quindici giorni fa mi è ufficialmente arrivata l’indagine preliminare. L’ho letta, e ho visto che era necessario fare un processo.

Allora l’ho passata alla Congregazione per la Dottrina della Fede – aveva detto il Pontefice nell’intervista -, stanno facendo il processo”. Il vescovo argentino è accusato di aver molestato sessualmente due seminaristi mentre era ordinario diocesano e quindi prima di lasciare la carica ed essere trasferito in Vaticano presso l’ufficio che amministra il patrimonio della Santa Sede.

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