Harry e Meghan, sempre più lontani dalla Regina Elisabetta

Missione compiuta: volevano staccare la spina, eclissarsi, stare lontani dai riflettori per un po’, e ci sono riusciti benissimo. Mentre gli altri membri della famiglia reale passavano le feste a Sandringham con la regina, Harry e Meghan, in Canada per sei settimane, hanno fatto quasi perdere le loro tracce.

Rari i post concessi ai social, giusto gli auguri di rito corredati di un paio di nuove, tenerissime foto di baby Archie, ancor più rare le notizie trapelate: pochissimo si sa del loro soggiorno a Vancouver, a parte che sono stati ospiti – non è dato sapere se paganti o meno – nella mega villa di un misterioso milionario, una cosuccia, con vista oceano, di otto camere e dieci bagni e con tutto lo spazio per alloggiare, oltre alla madre della duchessa, anche l’esercito di collaboratori che si erano portati appresso.

Ad abbondare sono state invece le critiche e le polemiche, le voci che vogliono la coppia sempre più lontana dalla corte di Londra, il sospetto che l’auto-esilio natalizio sia stato l’assaggio di un distacco ben più radicale. Ora i duchi sono tornati a casa e hanno ripreso le fila degli impegni ufficiali – il primo è stato una visita all’ambasciata canadese per ringraziare della calorosa accoglienza ricevuta oltreoceano – ma le premesse per un cambiamento ci sono tutte: il 2020 potrebbe essere l’anno della svolta, dell’addio definitivo.

Già lo scorso aprile Harry e Meghan avevano aperto un account di Instagram, Sussex Royal, separato da quello di William e Kate, con i quali da allora guerreggiano a colpi di follower e like; a giugno avevano lasciato la Royal Foundation, l’associazione di beneficenza dei Cambridge, per lanciarne una tutta loro; ora si scopre che hanno anche registrato il marchio Sussex Royal presso l’Intellectual Property Office, l’organismo governativo responsabile dei diritti di proprietà intellettuale nel Regno Unito, con l’intenzione di utilizzarlo per un centinaio di prodotti e servizi come materiali educativi, eventi e progetti di assistenza sociale, ma anche abiti, accessori, abbigliamento sportivo, scarpe, giornali e riviste: di tutto un po’, in sintesi, e nei settori più disparati.

Il che significa che i duchi potranno promuovere le loro iniziative “brandizzate” in piena libertà, concentrandosi sui temi a loro più cari, ma non solo: nulla vieterà alla coppia, per esempio, di avviare un progetto editoriale o di firmare una collezione di moda, come Meghan ha già fatto in passato, per beneficenza, in collaborazione con una charity che aiuta le donne in difficoltà. Se per sposare il principe, insomma, l’ex attrice aveva dovuto rinunciare alla carriera e persino chiudere il suo seguitissimo blog The Tig, ora sembra aver trovato il modo di rimettersi in pista e tornare al lavoro, seguita a ruota dal consorte.

Prendiamola come una dichiarazione d’indipendenza, l’espressione del desiderio sempre più forte di Harry e Meghan – stressati dalla pressione mediatica, feriti dalle cattiverie degli odiatori virtuali, amareggiati per il deteriorarsi dei rapporti con i parenti – di andare per la loro strada. Anche in termini economici. Sì, perché qualora si rivelassero fondate le indiscrezioni secondo le quali il secondogenito di Carlo sarebbe disposto a rinunciare ai suoi titoli di principe del Regno Unito, duca di Sussex e altezza reale pur di vivere in pace con moglie e figlio, la sua famiglia non si troverebbe solo libera dagli impegni ufficiali, ma anche privata dello stipendio che la Corona elargisce ai suoi “dipendenti”.

Meglio correre ai ripari, dunque, e cominciare a fare gruzzolo in vista di un futuro lontano dalla corte. Come la prenderanno gli inglesi? Si accettano scommesse. Anche se Lyst, quotato portale di moda, ha eletto Meghan fashion influencer del 2019, la duchessa detiene anche il primato della più maltrattata dalla Rete nell’anno appena concluso. Inoltre precipita nei sondaggi, mentre Kate è sempre più popolare. Ma chissà che trasformarsi in imprenditori e far girare l’economia del Regno non giovi all’immagine offuscata dei duchi ribelli.

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