Coronavirus Italia: carcere e multe per chi non rispetterà le norme

Sono 79 le persone colpite in Italia dal coronavirus: tra queste, 76 positivi, 2 deceduti e un dimesso. Delle 76 colpite 54 sono in Lombardia – di cui uno all’ospedale San Raffaele di Milano – 17 in Veneto, 2 in Emilia-Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Le cifre sono state fornite dal commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Angelo Borrelli, in conferenza stampa al termine del Cdm. “Allo Stato non vi sono i presupposti per chiedere di ottenere la sospensione del Trattato di Schengen”.

Sarebbe “una misura draconiana è sproporzionata. Avrebbe un impatto devastante sulla nostra economia, vogliamo fare dell’Italia un lazzaretto?” ha detto ancora il premier. “Gli italiani non devono abbandonarsi a sentimenti di panico o a fenomeni di allarmismo inutili e controproducenti che non hanno ragione di essere. “Abbiamo adottato un decreto legge in materia di contenimento e gestione di questa emergenza epidemiologica per tutelare il bene della salute degli italiani, quello che nella gerarchia dei valori costituzionali è al primo posto”.

Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al termine del Consiglio dei ministri sull’emergenza coronavirus. Naturalmente il mancato rispetto delle misure di contenimento decis dal Governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus sarà punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale. Lo prevede il decreto legge varato questa sera del Cdm.

 

L’articolo 650 del codice penale prevede: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206”. Gli italiani devono fidarsi delle autorità sanitarie, politiche e amministrative” ha aggiunto Conte.

Nel decreto varato dal Consiglio dei ministri e contenente le misure che potranno essere adottate per fare fronte all’emergenza coronavirus si legge che “allo scopo di evitare il diffondersi di epidemie, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione”.

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