Perché, in poco più di 24 ore, il coronavirus (Covid-19) ha provocato oltre 40 contagi e due decessi?
Una volta registrati i primi casi e allargata l’analisi epidemiologica, andare incontro a un aumento dei casi è stato pressoché inevitabile.
Quanti focolai ci sono in Italia?
I contagi finora registrati sembrerebbero provenire da due focolai distinti. Ma il condizionale è d’obbligo, perché le indagini sono in corso e non è possibile trarre conclusioni definitive.

Cosa è cambiato con il riscontro del primo caso italiano, rispetto alle scorse settimane in cui i pazienti erano tre, tutti ricoverati a Roma?
Quelli erano casi di importazione. Una volta individuati e ricostruiti i loro spostamenti, è stato più semplice bloccare i contagi. Adesso parliamo di casi autoctoni, manifestatisi dopo diversi giorni di incubazione del virus. Durante questo periodo, le persone colpite non hanno registrato sintomi e hanno continuato a vivere nella collettività, secondo le rispettive abitudini. È questo aspetto, adesso, a rendere più difficile il contenimento dell’epidemia.

Come è messa l’Italia, rispetto al resto d’Europa?

Con i numeri odierni, siamo il Paese con il numero di contagi più robusto. Attualmente la Germania ha registrato 16 casi di infezione, la Francia 12, il Regno Unito 9, la Spagna 2, il Belgio, la Svezia e la Finlandia 1. Ma questo non deve farci preoccupare oltremodo, innanzitutto perché il divario è per il momento contenuto. Inoltre, in tutte le situazioni di rischio epidemico, l’Italia ha sempre effettuato più controlli rispetto agli altri Stati europei. E i casi contati non sempre corrispondono al numero reale dei contagi, che potrebbe essere superiore.

Quanto preoccupa la vicinanza della provincia lodigiana a una grande città come Milano?
Vivere in un ambiente fortemente urbanizzato, muoversi con i mezzi pubblici e condividere spazi chiusi sono elementi che concorrono ad aumentare il rischio di entrare a contatto con un virus come il Covid-19. Grandi epidemie come questa, causate da un agente a trasmissione respiratoria, nascano quasi sempre a partire dalle metropoli.

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Perciò è opportuna la scelta adottata da molte aziende e dal Comune di Milano di sospendere dal lavoro i dipendenti che risiedono nelle aree interessate dai focolai epidemici. O di concedere, in alternativa, la possibilità di lavorare da casa.

Cosa bisogna attendersi per i prossimi giorni?
L’andamento dell’infezione lascia pensare che questo aumento esponenziale dei casi si registrerà per diversi giorni.

Non è affatto escluso che nascano nuovi focolai, ma ciò che conta è delimitarli quanto prima. Intercettare il maggior numero di contagi è fondamentale tanto per chi si è già ammalato quanto per creare un cordone utile a evitare che il virus si diffonda anche in altre aree.

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