Noi italiani siamo così: neanche il tempo di avere un problema e già qualcuno ci delinque su. E quindi ecco le false ordinanze a firma (falsa, ovviamente) del governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana e del ministro della Salute Roberto Speranza e finti addetti dell’Ats che suonano alle porte di anziani. «Dobbiamo fare a domicilio i controlli con il tampone», dicono, indossando la tuta della Croce Rossa. E poi salgono e svaligiano le case. Intanto siamo finiti nel mirino delle paure oltreconfine:Bosnia, Croazia, Macedonia, Serbia, Irlanda, Israele hanno sconsigliato ai loro cittadini i viaggi in Italia; Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti invitano a fare più attenzione nel caso ci si imbarchi per il nostro Paese,la Franciaè più dura,addirittura impone a chi torna da Lombardia e Veneto a mettersi in quarantena, come a chi torna dalla Cina.

Al momento, l’Italia è il terzo Stato al mondo per numero di contagi, 229: il primo è la Cina, oltre 77mila, e il secondo la Corea del Sud, 763. La Lombardia guida ancora la classifica fra le regioni italiane colpite dal virus, con 172 contagiati, «il 10% dei quali sono pazienti in terapia intensiva», ha spiegato ieri Gallera, «e la maggior parte dei contagiati sono persone sopra i 65 anni. Abbiamo il 90% dei casi tra Lodi, Cremona e Pavia. Il focolaio è lì. Sono tutte persone che hanno avuto relazioni con l’area del basso Lodigiano».

In totale, sono 1.500 i tamponi processati a livello regionale. Alla Lombardia segue il Veneto con 33 infetti, poi i 18 dell’Emilia Romagna, seguono tre in Piemonte e tre nel Lazio (la coppia di cinesi e il ricercatore già dimesso), più uno «altamente probabile»in Alto Adige: si tratta di un trentunenne di Terlano, in provincia di Bolzano, che ha passato un periodo a Castiglione D’Adda. È risultato negativo a un primo test ma positivo a un secondo. Attualmente non presenta sintomi, ieri sera si stavano attendendo la conferma dall’Istituto Superiore di Sanità. «Le persone ricoverate in ospedale sono 101»,hanno dichiarato ieri il capo della Protezione Civile e il commissario straordinario nazionale per l’emergenza, «27 sono in terapia intensiva, 94 non hanno sintomi e sono in isolamento domestico».

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3 MILIONI DI MASCHERINE Per quanto riguardai tamponi per i test, che cominciavano a scarseggiare, Gallera ha comunicato che oggi arriveranno in Lombardia 260mila nuovi tamponi, cifra che nei prossimi giorni dovrebbe aumentare a un milione e mezzo, più 140 mila mascherine, che arriveranno a tre milioni nell’arco di due settimane. Inoltre, in breve tempo tutti gli infermieri e i medici di medicina generale, a partire da quelli che lavorano nella Zona Rossa saranno riforniti dei presidi di protezione individuale necessari a garantire laloro sicurezza.Con l’aumento della diffusione del virus, cambiano le regole degli screening: «Tutte le persone entrate in contatto diretto con soggetti risultati positivi», ha spiegato Gallera, «verranno messi in isolamento; nel momento in cui dovessero manifestare febbre e sintomi verranno ricoverati e sottoposti a tampone».

«DUE PISTE» Aumenta, purtroppo, anche il numero dei morti. Ieri sera alle 21 erano sette: sei in Lombardia e uno in Veneto. La caratteristica comune è che si tratta in tutti i casi di persone con un quadro clinico già compromesso. Le nuove vittime sono quattro: in mattinata è morto un 84enne ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo; intorno a mezzogiorno è arrivata la notizia del decesso di un uomo di 88 anni di Caselle Landi,in provincia di Lodi. Poi, nel pomeriggio, è stato dichiarata la morte di una persona di 75 anni di Castiglione d’Adda, che soffriva di malattie pregresse ed era ricoverato all’ospedale Sacco di Milano. La quarta vittima è un 62enne lodigiano con importanti compromissioni a livello cardiaco e renale, morto al Sant’Anna di Como. Mentre la zona rossa lombardo-veneta, ovvero i dieci comuni del basso lodigiano più Vo’ Euganeo, coinvolge oltre cinquantamila persone, prosegue la ricerca del cosiddetto “paziente zero”, ovvero colui che avrebbe scatenato l’epidemia in Italia. «Ci sono due piste per tentare di individuare il paziente zero ma non siamo ancora sicuri», ha fatto presente il governatore lombardo Attilio Fontana.

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