«Come recuperare le lezioni scolastiche perse a causa del coronavirus? Non c’è nulla di perduto se le chiusure restano entro i 15 giorni. Se invece proseguono fino a un mese, allora la situazione diventa più problematica, tanto che il ministero dell’Istruzione dovrebbe intervenire per mettere mano alle prove di esame di maturità. L’ultima volta che in Italia è successa una situazione simile è stato nel dopoguerra,ma speriamo proprio di non doverci ritrovare come negli anni Quaranta»

. Mario Rusconi, presidente dell’associazione nazionale presidi (Anp Lazio) e componente del Consiglio nazionale della stessa associazione, oltre che membro di numerose commissioni ministeriali, smorza le polemiche e le ansie delle ultime ore sollevate da genitori e studenti che ora temono di vedere annullatala validità dell’anno scolastico per colpa del mancato raggiungimento delle duecento giornate di didattica obbligatorie. «Stiamo parlando di una settimana, che per giunta coincide con le festività del Carnevale», precisa l’ex insegnante romano di greco e latino, dirigente scolastico per anni.

SI PUÒ RECUPERARE «E se anche fossero due – prosegue Rusconi, – tutto è ancora rimediabile. Qualcuno si è dimenticato che fino allo scorso anno, nelle grandi città come Roma, Milano, Bologna, Palermo, abbiamo permesso di occupare le scuole anche fino a quindici giorni. E in quel caso non c’era una situazione di emergenza come un terremoto o l’epidemia di oggi. Eppure sbagliando è stato permesso loro di farlo, bloccando l’attività scolastica». Intanto la situazione resta critica nelle regioni interessate dalla chiusura delle scuole (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria e Friuli Venezia Giulia). I banchi restano deserti fino al 1 marzo e non si sa se lo stop verrà prolungato; gli esami sono sospesi nelle università, le selezioni e i concorsi sono rimandati, le gite scolastiche annullate. Ma esplode anche il caso Marche: la regione amministrata dalla sinistra ha deciso per conto suo e in senso contrario alle disposizioni del premier Conte.

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Proprio mentre il governo emanava un’ordinanza tipo, valida per tutte le regioni che non hanno avuto contagi (forse un casoa Pesaro)e che non prevede la chiusura degli istituti, il governatore Luca Ceriscioli del Pd ha annunciato che dalla mezzanotte di ieri sarebbe scattata la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado e la sospensione delle manifestazioni di pubblico spettacolo fino al 4 marzo.

Una decisione che ha fatto subito infuriare il governo che ha impugnato il provvedimento. In questo senso,illeader della Lega Salvini ha lanciato una proposta per superare lo stallo: «Se il protrarsi della chiusura delle scuole supererà la settimana, si renderà necessario ipotizzare un prolungamento dell’anno scolastico oltre la scadenza prevista», ha dichiarato ieri l’ex ministro dell’Interno. «La soluzione proposta da Salvini mi sembra complicata da realizzare», commenta Rusconi. «Questo perché gli esami di maturità quest’anno iniziano il 18 giugno e finiscono il 15 luglio. Uno slittamento significherebbe far concludere ai ragazzi le prove ad agosto». E in alternativa il presidente dei presidi lancia altre soluzioni. «I ragazzi possono recuperare le ore perdute oconlezioni tramite Skype, oppure con Webnar (seminari in rete che si possono tenere da casa attraverso un pc, ndr).

So che al momento gli insegnanti stanno dando compiti dafare agli studenti attraverso whatsApp, ma questo sistema non sostituisce le lezioni formative che possono essere svolte online. Un’altra alternativa per il recupero didattico può essere quella di andare a scuolaal pomeriggio. È già successo e gli insegnanti in quest’ultimo caso si sono resi disponibili tutti gratuitamente». Le leggi sull’ordinamento scolastico parlano chiaro: in base all’articolo 74 del decreto legislativo 297/94 «allo svolgimento delle lezioni sono assegnati 200 giorni». Ciò vuol dire che, qualora alcuni istituti scendessero sotto questa soglia, l’anno potrebbe essere non valido. Uno scenario tutt’altro che irrealizzabile, visto che in molti Comuni delle regioni interessate alle ordinanze di chiusura delle scuole, si sono già dovute affrontare emergenze di altro genere, tra cui il maltempo.

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COMPITI DA FARE Niente panico però: il ministero dell’istruzione nel 2012 ha emanato una nota – riferita al maltempo ma adattabile al coronavirus – in cui precisa: «Può accadere (…) che si verifichino eventi imprevedibili che inducano i sindaci ad adottare ordinanze di chiusura delle scuole.Al ricorrere di queste situazioni si deve ritenere che è fatta salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore abbiano comportato la discesa dei giorni di lezione sotto il limite dei 200». Quindi il messaggio da lanciare ai genitori è quello di stare tranquilli? «Ai genitori suggerirei di preoccuparsi di più di controllare che i figli facciano i compiti e si impegnino a scuola», chiosa Rusconi. «Basterebbe stare meno sui social e seguire meglio i ragazzi per evitare lacune più importanti di questegiornate di chiusura delle scuole per epidemia»

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