Sara Tommasi ha sposato Antonio Orso

Sara Tommasi pare aver superato i momenti difficili della sua vita e oggi è una persona nuova. L’ex bocconiana un decina d’anni fa, era stata al centro di diversi scandali, tra cui un film pornografico girato senza il suo consenso, in un momento in cui non era in grado di intendere e di volere e per cui il produttore è stato condannato a più di due anni di prigione. Una vita normale e di successo tra spettacoli, sfilate, calendari e trasmissioni sportive interrotta dall’incontro con persone sbagliate, che l’avrebbero costretta a droga e violenza. La droga, inoltre, le avrebbe provocato dei problemi psichici che le hanno poi causato bipolarismo. Grazie all’aiuto di sua madre si è resa conto di essere malata ed è quindi stata ricoverata in una clinica per sei mesi e con l’aiuto di numerosi farmaci è riuscita a tornare in sé.

L’ex showgirl ha poi deciso di lasciare Milano e tornare a Terni dove si è ripresa del tutto e ha lanciato diverse attività imprenditoriali tra cui una panetteria, recentemente è tornata in tv in alcune reti locali e ha iniziato ad interessarsi alla musica lanciando dei progetti musicali. Oggi ha coronato il suo sogno d’amore ed è convolata a nozze con Antonio Orso, il suo manager. La cerimonia civile si è svolta in provincia di Perugia domenica 21 marzo, a Massa Mattana ed è stata poi lei stessa ad annunciare la notizia postando le foto nelle sue storie. Non ci sono stati festeggiamenti per ora, ma solo una sobria cerimonia civile in presenza di pochi intimi.

La festa sognata da Sara è stata rimandata a giugno, quando e se le norme anti covid si allenteranno: “Non è ciò che avevamo immaginato, ossia un bel Pranzo Nuziale e una grande Festa con i nostri cari e amici a cui vogliamo bene, mà abbiamo pensato che magari potremmo farlo a Giugno (si spera!). Magari ora sarà bello uguale, una cosa intima tutta per noi!!” ha fatto sapere sui social. Queste nozze sono la ciliegina sulla torta per la Tommasi, che sembra aver ritrovato finalmente la sua serenità lontana, almeno per il momento, da quel mondo che l’aveva risucchiata.