Jerry Calà, ad ottobre uscirà il suo ultimo film “Odissea nell’ospizio”

Lo “yuppies” per eccellenza, Jerry Calà, ha da poco festeggiato a Benevento il trentennale del film cult degli anni ’80 “Yuppies”. Di anni ne sono passati tanti e gli abbiamo chiesto se i giovani di oggi sono cambiati, la sua risposta è stata la stessa di tanti suoi spettacoli “più contatto e meno chatto”. I festeggiamenti non sono finiti, ha infatti quest’anno festeggiato in maniera particolare il suo compleanno (il 28 giugno scorso ha compiuto 68 anni!) e ha presentato a luglio un film di cui è autore, protagonista e regista.

Lo abbiamo incontrato per parlare con lui di questo e molto altro…

È nato a Catania, ma a soli quattro anni si è trasferito con la sua famiglia a Milano. Pensa che se fosse rimasto a vivere in Sicilia sarebbe stato diverso il suo percorso lavorativo?

Il fato agisce per motivi a noi sconosciuti, avevo dodici anni quando mio padre per lavoro è stato trasferito da Milano a Verona e lì ho conosciuto Franco Oppini, Umberto Smaila e Nini Salerno, e da lì è iniziata l’avventura de “I Gatti di vicolo Miracoli”.

Il suo soprannome Jerry, come nasce?

Il mio vero nome è Calogero ed in Sicilia il diminutivo è Cjeri, infatti in famiglia cosi «sono stato sempre chiamato, ma poi a scuola imitavo sempre Jerry Lewis e gli amici hanno iniziato a chiamarmi Jerry.

Che ricordi ha de “I Gatti di vicolo Miracoli”?

Ho dei ricordi bellissimi, perché sono gli esordi, ma forse la nostra esperienza è stata speciale anche perché insieme dividevamo molte cose: abitavamo insieme, viaggiavamo insieme e avevamo praticamente tutto insieme. È stata un’avventura fantastica, mi reputo anche molto fortunato perché a differenza di tanti che devono affrontare la gavetta da soli, noi l’abbiamo affrontata in quattro e forse è stata più leggera.

Per quanto tempo avete vissuto insieme?

Dal ’71 al ’78 abbiamo vissuto insieme in una grande casa a Milano.

Ha festeggiato quest’anno in modo particolare il suo compleanno, ce ne parla?

10 e Umberto Smaila siamo nati con due giorni di differenza, lui il 26 giugno ed io il 28 giugno. Spesso negli anni l’abbiamo festeggiato insieme e quest’anno abbiamo voluto far festa nel ristorante dove io sono socio sul Lago di Garda a Costermano, lì ho riunito tutti miei amici di Verona, è venuto Fabio Testi che abita vicino al ristorante, Massimo Boldi da Milano che mi ha fatto una bellissima sorpresa ed ha suonato la batteria, ancora la giornalista sportiva Claudia Peroni.

Avete fatto, un’unica torta o due torte?

Abbiamo fatto un’unica torta, ma anche tante piccole torte di contorno per festeggiare gli altri che di lì a poco avrebbero compiuto gli anni… (ride, ndr)

Da poco invece ha festeggiato a Benevento il trentennale di “Yuppies”, il film cult di Carlo Van- zina degli anni ’80. Come sono cambiati secondo lei i giovani di oggi rispetto a quelli degli anni ’80?

11 film documenta come negli anni ’80 c’era nei giovani la voglia di “ram- pantismo” ossia di avere successo, di inventare cose, di staccarsi dalla famiglia, di guadagnare, magari erano anche un po’ troppo attenti all’immagine, al mostrarsi, ma erano molto intraprendenti; forse i giovani di oggi non hanno più tutta questa voglia di arrivare, magari non del tutto per colpa loro ma anche delle famiglie che li hanno troppo protetti. Anche l’uso eccessivo dei cellulari ha cambiato molto i rapporti, mi è spesso capito di vedere a cena coppie che invece di guardarsi negli occhi guardano il cellulare… forse questi eccessi andrebbero recuperati e come dico nei miei spettacoli: “ragazzi, ci vuole più contatto e meno chatto”.

È stato definito il ragazzo del Piper, perché?

Perché ultimamente ho fatto delle serate* al Piper dove ho avuto molto successo é siccome all’interno del locale ci sono molte foto di Patty Pravo definita “la ragazza del Piper”, io mi sono auto definito “ il ragazzo del Piper”.

Che ricordo ha invece dell’amico e collega Bud Spencer?

Ho dei ricordi bellissimi perché lui per me è stato un grande maestro, quando ho fatto con lui il film “Bomber” ero un principiante; mi ha insegnato l’ABC del cinema, mi ha protetto, mi ha insegnato a farmi rispettare dalla troupe e gli ho voluto bene come ad uno zio, è stato per me un incontro bellissimo di cui ho un ricordo dolcissimo.

E di Carlo Vanzina cosa si porta nel cuore?

Ha significato il mio ingresso nel cinema, con lui ho cominciato ed anche lui mi ha insegnato tantissimo. Eravamo molto amici, ci frequentavamo anche al di fuori del lavoro, era una persona stupenda, oltre ad essere un grande professionista era un grande amico.

Progetti futuri?

A luglio ho presentato ad Ischia il film “Odissea nell’ospizio”, scritto, diretto ed interpretato da me in cui ho riunito “I Gatti di vicolo Miracoli”, il film uscirà sulla piattaforma Chili dal 2 ottobre, è una commedia molto divertente in cui 4 artisti si riuniscono in un ospizio per iifyiecchiare insieme!

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