Regina Elisabetta, quella volta in cui la Regina prese a schiaffi il nipotino

Io no-so-no-la-re-gi-na! Otto sillabe, ciascuna scandita da un sonoro ceffone in un’alternanza di sberle a mano aperta e secchi manrovesci. Palmo e dorso sono quelli di Her Majesty Elisabetta II, le guance bersaglio delle sue cinquine quelle di un giovane David Armstrong-Jones, all’epoca Visconte Linley, nipote di The Queen. Nessuno poteva sospettare che quella manina elegantemente agitata nell’aria per salutare i sudditi del Regno britannico fosse anche un’arma non convenzionale.

Eppure pare proprio che la Regina Elisabetta sia capace di menare sganascioni poderosi, come può confermare proprio Lord David, figlio della principessa Margaret oggi divenuto conte di Snowdon, che ha testato sulla propria pelle l’efficacia degli scapaccioni coronati. Tra gli aneddoti disseminati attraverso l’autobiografia di Elton John, fresca di pubblicazione, spunta infatti il racconto della reazione (a dir poco) irritata di Elizabeth di fronte al rifiuto del nipotino di prendersi cura della sorella malata, Lady Sarah Armstrong-Jones. «Non discutere con me, io sono la regina!» avrebbe sbottato Sua Maestà, scaricando sul rampollo disobbediente una (direbbe Ezio Greggio) compilation di schiaffazzi.

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A chiarire che «sta mano po esse fero o po esse piuma», come recitava una celebre battuta di Mario Brega – guarda caso nei panni di un personaggio soprannominato Er Principe – nel film cult “Bianco, Rosso e Verdone”. Lepisodio riferito da Elton John, che ha assistito personalmente alla scena, risale ormai a parecchi anni fa. Tuttavia, a giudicare dal nerbo che la Sovrana d’Albione conserva ancora oggi, è vivamente consigliato obbedire con solerzia agli ordini di Sua Maestà ed evitare assolutamente di farla innervosire. A rischio di mettere alla prova l’efficacia delle pappine reali!

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