Giallo Yara, la svolta: arriva la lettera che svela chi è il vero assassino della giovane

Giallo Yara, la svolta: Arriva la lettera che svela chi è il vero assassino della giovane. Massimo Bossetti si è da sempre professato innocente per la morte della piccola Yara, la bambina assassinata a  Brembate e poi nascosta in un campo a Costigliole d’Asti dove è stata ritrovata solo settimane dopo, ormai in stato di decomposizione.

Un omicidio davvero efferato, di cui Massimo è stato ritenuto colpevole grazie alle prove del Dna di Ignoto 1, prove che però non sono ripetibili. L’uomo ha quindi scritto una lettera per ribadire la sua estraneità ai fatti, ma la lettera dice molto di più di quel che vi è scritto.

La lettera di Massimo Bossetti che ha scritto all’inviato Mediaset Enrico Fedocci, ecco il contenuto: “Caro Enrico, fai giungere a tutti la voce di un innocentge condannato al carcere a vita senza mai potersi difendere.

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Mai smetterò di lottare con i miei avvocati che mi difendono per sincera convinzione e amore di giustizia, per dimostrare la mia innocenza. Massimo Bossetti“. L’assassino della giovane ginnasta di Brembate  è stato condannato all’ergastolo da una sentenza  definitiva della Cassazione per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Da una perfetta analisi fatta sulla sua scrittura, è emerso: “un notevole narcisismo, accompagnato da una cura eccessiva della propria immagine”. E’ emerso in maniera ulteriore  “un atteggiamento accalappiante creando in lui ambivalenza di sentimenti”. Per l’esperto de Il giornaleBossetti, “passa con grande facilità da sentimenti di freddezza razionale ad atri di ‘sdolcinatura accaparrante’ per ottenere comprensione e sedurre l’interlocutore col suo modo di fare”. Insomma il ritratto dell’assassino della piccola Yara

Infine questa valutazione senza dubbio ci permette di affermare che ci troviamo di fronte ad un personaggio indefinibile e contorto, che non è riuscito a conciliare le forti pulsioni emozionali con un adeguato controllo consapevole. Ciò è senza dubbio alla base di un carattere borderline vale a dire ai limiti della patologia caratteriale”. Ed è questa proprio la caratteristica che è stata inizialmente delineata per trovare l’assassino di Yara. Ma se non bastassero tali considerazioni, anche la Cassazione ha rilevato la piena coincidenza tra il profilo genetico catalogato come “Ignoto 1“, rinvenuto sugli slip di Yara Gambirasio e quelle di Massimo Bossetti. Dinanzi all’evidenza scientifica che rappresenta il risultato di numerose e varie analisi biologiche, effettuate da diversi laboratori, tale Dna ha valore di prova piena

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