Televisione in lutto. È morto uno dei ‘padri’: centinaia i messaggi di cordoglio

Sono partito per un Lungo Lungo Lungo Viaggio… potete venire a salutarmi lunedì 18 novembre alle 11 alla Chiesa Sant’Eugenio a viale Belle Arti, Roma. Mi raccomando, niente fiori… al loro posto, se volete, potete aiutare l’associazione ‘QuintoMondo Animalisti Volontari Onlus’”. Se n’è andato all’età di 94 anni, con la stessa ironia con la quale ha vissuto, il regista di tanti varietà e programmi televisivi della Rai, Antonello Falqui, ‘comunicando’ la sua scomparsa attraverso un post sui suoi profili Twitter e Facebook, che chiude con un “PS. Perdonate Jimmy, Matteo e Luca se non vi hanno avvisato prima”.

Nato a Roma il 6 novembre 1925, figlio del critico e scrittore Enrico Falqui, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, che lascia prima della laurea affascinato dal mondo del cinema. Dal 1947 al 1949 frequenta il corso di regia del Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 1950 è aiuto regista di Curzio Malaparte durante la lavorazione del film ‘Cristo proibito’, prima di molte esperienze in quel ruolo. 

Nel 1952 approda alla Rai, lavorando inizialmente nella sede di Milano. Vive in prima persona e contribuisce a plasmare le prime trasmissioni televisive in fase sperimentale: le prime trasmissioni saranno inaugurate il 3 gennaio 1954. Per la tv dirige prima dei documentari, ma la celebrità arriva con i varietà amatissimi dal grande pubblico, che all’epoca si riuniva nelle poche abitazioni o locali pubblici dotati di un televisore per guardare i programmi. Prima il Musichiere condotto da Mario Riva, in onda dal 1957 al 1960. Poi quattro edizioni di Canzonissima (1958, 1959, 1968, 1969), altrettante di Studio Uno (1961, 1962-63, 1965 e 1966), forse il più famoso e celebrato, e Milleluci (1974).

RaiPlay, poco dopo la notizia del lutto, ha pubblicato sul sito una intervista esclusiva al grande maestro, dove – si legge – “l’autore e regista di indimenticati programmi della nostra TV ricorda il grande varietà Studio uno, in onda dal 1961 al 1966″. “In ogni edizione – afferma la Rai – ci ha regalato momenti di raro valore. Sketch, coreografie, musica, duetti storici, tutto torna alla mente in una nostalgica bellezza. Mina, Walter Chiari, Paolo Panelli, Bice Valori, Franca Valeri, le gemelle Kessler, tantissimi personaggi riaffiorano dai ricordi e dalle immagini restituendo per un attimo una realtà indimenticata ed indimenticabile”.

 

Immediatamente dopo centinaia di messaggi di cordoglio hanno invaso la rete, da Fiorello ad Alessandro Gassmann, e tanta gente comune. Ovunque, sui siti e sulle reti televisive, hanno cominciato a rimbalzare gli spezzoni dei suoi varietà, Studio Uno e Canzonissima i più famosi, e i volti dei loro protagonisti: da Mina a Walter Chiari, da Paolo Panelli a Bice Valori, da Franca Valeri alle gemelle Kessler.

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