Redazione 18 Dicembre 2019

Il 1954, si chiama così il nuovo album di Ivana Spagna. Dieci brani intensi e ricchi di emozione in musica. Felice, splendida (64 anni non pervenuti), raggiante: con 1954 si conclude un grande lavoro non solo di ricerca artistica ma di grande impegno professionale, che ha visto Ivana in prima linea in quanto produttrice dell’intero album.

A 10 anni di distanza esci finalmente con un nuovo album in italiano: come ti senti?

Ora bene ma la paura è stata tanta. Realizzare un album di inediti oggi non è facile, la musica è cambiata, non avere una major alle spalle rende tutto più tortuoso ma mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato questo viaggio. Grazie all’aiuto di mio fratello Theo e al mio manager l’avvocato Ugo Cerniti, si sono incastrate delle combinazioni inaspettate: abbiamo composto nuove canzoni, ho inserito degli inediti di autori raffinati e geniali, come Luca Chiaravalle. Ho lavorato con grande impegno sui testi, sulle musiche, sugli arrangiamenti, sull’immagine della copertina: è un album voluto, sudato, lottato come non mai.

Che atmosfere si respirano?

Trovi Ivana Spagna al 100%: condivido emozioni vere e sincere in musica, non ho pensato alla moda o al prodotto trendy. Volevo essere me stessa e basta. Ho inserito armonie e suoni tipici del mio repertorio, come gli spazi dedicati al sax in Nessuno è come te, anche se con Cartagena si balla al ritmo di raggaeton: ogni volta che componevo qualcosa di interessante oppure che sentivo una canzone particolarmente profonda al primo ascolto finiva subito nel contenitore 1954. Poi con grande pazienza abbiamo messo tutto in ordine e composto l’album: quanti viaggi Como – Milano – Reggio Emilia! Mi sembrava di essere tornata proprio ai tempi di Easy Lady quando facevamo tutto in casa! È stato bellissimo, una fucina di vera arte e passione per la musica!

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1954, la tua data di nascita: come mai questo titolo?

Ho voluto dichiarare apertamente la mia data di nascita: l’ho fatto per ringraziare la vita e il lusso di invecchiare in salute, un privilegio non riservato a tutti. Inoltre, ho voluto esorcizzare l’ossessione dell’età: è solo un numero.

Hai inserito anche l’unica cover, Se io se lei di Biagio Antonacci?

Si, l’avévo cantata nel 2006 a Music Farm e l’ho sempre amata. E da 10 anni che la tengo nel cassetto e finalmente l’ho inserita, facendola diventare una canzone d’amore tra due donne in segno di rispetto. Il rispetto è un valore molto più profondo della tolleranza.

Biagio Antonacci l’ha sentita?

Sì e mi ha mandato i suoi complimenti per l’intensità con cui l’ho interpretata. Vedi, 1954 è così: un album che parla al cuore.

Ti piacerebbe tornare al Festival di Sanremo?

Certo, ma il Festival segue delle logiche molto particolari, quindi la vedo molto dura: c’erano dei brani che avrei voluto presentare al Festival ma non volevo rischiare di lasciarli fuori da questo album, quindi li ho inseriti già qui.

L’album esce in cd e in vinile: come mai?

Sì, in vinile rosa! Quanto mi piace! E un omaggio alla magia del vinile, alla musica d’autore fatta in casa e vissuta come un pezzo di artigianato. Ho curato anche  la copertina: quella del cd riprende la mia icona come fosse una moneta, da un’idea del mio manager, mentre il vinile riprende una foto contenuta nel libretto del cd.

Dal 1954 ad oggi che cosa è cambiato e che cosa non è cambiato?

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È cambiato tutto, ma non la voglia di sognare. Ho sempre sognato, sin dalla mia prima esibizione nel mio piccolo paese natale (Borghetto di Valleggio sul Mincio, ndr): ci ho sempre creduto e la musica è l’essenza della mia vita. Dedico quest’album ai miei genitori, la costante della mia vita e il titolo è un ringraziamento a quel 1954, alla vita, al privilegio del tempo che passa.

Tra pochi mesi sarà il tuo compleanno: che cosa vorresti ricevere in regalo?

La salute, il bene più grande. Che cosa ti aspetti invece da questo nuovo album?

Non mi aspetto nulla: ogni volta che avevo aspettative poi sono rimasta delusa. Vorrei semplicemente che piacesse, che fosse amato dalle persone come lo amo io, che venisse condiviso da tante persone.

“Nessuno è come te” vede la presenza di un affascinante uomo: è uno scoop in rosa?

Ah no, è un mio carissimo amico! Si è prestato ad apparire nel video. Ci conosciamo da tanto tempo!

Hai già scelto il singolo successivo a Cartagena, hit dell’estate 2019 con Jay Santos e Nessuno è come te? Non ancora. Nei primi show-case ho proposto Essenza e anima: vediamo il riscontro del pubblico.

1954 è la realtà di oggi, ma domani?

Non saprei. In questi 10 anni ho fatto album e singoli in inglese, ho scritto libri, sono stata costantemente in tour. Mi piacerebbe avvicinarmi alla musica classica… vedremo!

Devolverai parte del ricavato di 1954 ai City Angels di Mario Furlan: chi è lui per te?

Sostengo i City Angels da anni: Mario per me è semplicemente un angelo ed aiutarlo è veramente il minimo.

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