Maria De Filippi, un’infanzia tranquilla e le prime esperienze lavorative spiegano la sua capacità di arrivare dritta al cuore della gente

Se Maria De Filippi è una regina degli ascolti tv, un motivo c’è: il suo curriculum. Scorrendolo si scopre infatti che, dalla formazione scolastica ai primi impieghi temporanei, Maria ha sempre vissuto in mezzo alla gente comune. Proprio quella gente che adesso la segue fedelmente nei suoi programmi facendole battere record su record di ascolti. L’ultimo è stato superare il 30% di share sfiorando i sei milioni di spettatori con “C’è posta per te”, show inventato da lei 20 anni fa che si conferma amatissimo. Questi risultati hanno alla base un bagaglio di esperienze che vale la pena di “spulciare” per scoprire tante curiosità. Vediamole insieme.

Luogo e data di nascita Perché Maria De Filippi “arriva” a tutti e sa parlare al Paese, a chi vive in città come a chi vive in provincia? È presto spiegato dalle sue origini: la conduttrice è nata il 5 dicembre del 1961 a Milano, da padre rappresentante di medicinali e madre professoressa di Italiano, latino e greco. La piccola ha adorato il suo papà Giovanni, detto “Dodone”, grande e grosso, piuttosto severo, e ha preso il carattere schivo dalla mamma Pina. A 10 anni Maria e il fratello maggiore Giuseppe si trasferiscono a Mornico Losana, un paese sulle colline dell’Oltrepò Pavese con un famoso castello, dove i De Filippi hanno un vigneto. «A Mornico si usa dare soprannomi: se hai una particolarità, stai pur sicura che te ne appiccicano uno» ha raccontato la conduttrice. C’è chi dice che da bambina la chiamassero “Tata”. Nomignolo tenuto nel periodo delle marachelle adolescenziali e dei giri in Vespa? Chissà.

Istruzione e formazione Pavia contende a Mornico il fregio di “città della De Filippi” perché è qui che Maria ha studiato. «Mia madre mi iscrisse di forza al “Torquato Taramelli”, lo Scientifico. Alla vigilia scoprì con orrore che mi avevano messo nella famigerata “I”. Una sezione praticamente autogestita e mamma ribaltò il tavolo» ha spiegato Maria. «Quindi finii al Classico (al liceo statale “Ugo Foscolo”, ndr) e a copiare, tema della Maturità compreso». L’istruzione superiore è proseguita con una laurea in Giurisprudenza. Voto: 110 e lode. «Volevo fare Medicina. Mi spaventai per il numero degli esami e ripiegai. Ma all’università sono stata una secchiona» ha detto la conduttrice.

Ha iniziato così… Chissà da dove avrà preso l’idea dei postini in bicicletta a “C’è posta”… Forse da uno dei primi lavoretti di ragazza. Maria ha infatti svelato che, per guadagnare qualcosa, nel periodo delle Feste lavorava come fattorina dallo storico fiorista Cavagna di Pavia, dove aveva come titolari la signora Tina e il marito, molto generosi nei compensi. «Consegnavo le stelle di Natale con un’A112 bordeaux» ha spiegato la conduttrice. Meno fortuna ha avuto invece con un impiego part-time in un negozio di vestiti: «Durò un solo weekend, perché ero troppo sincera e non riuscivo a dire alle signore sovrappeso che i jeans elasticizzati a loro stavano bene». Ecco perché a Maria piace la franchezza di Alessandra Celentano al Serale di “Amici”, viene da pensare… Dopo la laurea, la De Filippi ha tentato il concorso in magistratura, senza superarlo. A quel punto, però, non si è persa d’animo. «Per mantenermi facevo le tesi di laurea; avevo risposto a un’inserzione sul giornale, mi davano un milione e mezzo a tesi» ha raccontato. E sapete perché, quando a “Uomini e donne” lancia i contributi li chiama “Rvm” (cioè Registrazione video magnetica)? Perché ha imparato questo linguaggio tecnico lavorando all’ufficio legale dell’associazione Univideo. «Ci stetti un anno, non mi piaceva per niente, poi conobbi Maurizio (Costanzo, ndr) a Venezia, a un convegno organizzato da me» ha precisato Maria. Da lì alla proposta di lavorare a Roma in tv, il passo è stato breve.

Carriera televisiva: 1992-oggi E “Amici”? Un’intuizione: «Alla Fiat cercavano di lanciare un’auto per i giovani e mi venne in mente che un programma che descrivesse i turbamenti dei ragazzi non esisteva». Così nacque la trasmissione, un talk show per i giovani: «Stavo dietro le quinte e non mi sarei mai sognata di condurlo» ha ribadito Maria. «Poi Lella Costa andò in maternità e decisero di mandarmi in onda». Era il 26 settembre del 1992. Da allora “Queen Mary” non si ferma più. I primi programmi “Ai tempi miei” (1993), “Eva contro Eva” (1996), “Accadde domani” (1998), “Missione impossibile” (1998) e “Coppie” (1999) sono serviti come base per approdare ai grandi successi: “Uomini e donne” (dal 1996); “Saranno famosi” (dal 2001), il talent che tutti noi amiamo e conosciamo come “Amici di Maria De Filippi”, il nome che prende dal 2003; “Tú sí que vales” (dal 2014) in veste di giurata e “Temptation Island” (dal 2005) come produttrice con la sua società Fascino. Fino al Festival di Sanremo, condotto con Carlo Conti nel 2017. Un evento che Maria oggi commenta così: «Ci tornerei, ma con uno spirito totalmente diverso. Quando l’ho fatto ero “appanicata” come mai nella mia vita».

Situazione familiare Il primo fidanzato è stato un otorino di Pavia, di nome Pietro: «Dopo un paio d’anni la passione era scemata, però siamo stati insieme altri sei anni» ha confidato Maria. Ma il grande amore è Maurizio Costanzo, sposato il 28 agosto del 1995 con rito civile a Roma. Nel 2002 la coppia ha preso in affido Gabriele, che all’epoca aveva 10 anni, e l’ha adottato nel 2004. Sfogliando con il marito l’album dei ricordi nella celebre puntata di “L’intervista” del 2 febbraio 2017, Maria si è commossa pensando al figlio: «Gabriele è un ragazzo per bene, pulito, onesto, generoso e penso sarà un bravo padre».

Competenze personali In un curriculum contano anche le “soft skills”, cioè le qualità personali interessanti. Maria ce le ha tutte: sa lavorare in squadra, è empatica, ha fiuto per i talenti (ha scoperto lei, tra gli altri, Emma, Alessandra Amoroso…), ama i cani, legge molto, pratica sport (tennis, nuoto, corsa, paddle). Ed è autoironica. Vedi alla voce “lingue straniere”: «Il mio amico del cuore era Paolo Dal Pino (manager, ora presidente della Lega Serie A, ndr). Un genio. Vivevamo nello stesso palazzo. Era quello più bravo in tutto. Sapeva tre lingue e io no».

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