Amadeus e l’elogio della normalità: il Festival dei record è nato dalle tante sofferenze del passato

Gli ascolti del suo Festival di Sanremo sono stati a livelli altissimi, una media fissa superiore al 50% e alla fine è proprio lui il vero vincitore del festival, seppur in collaborazione con Fiorello che gli è stato sempre vicino.

Con grande esperienza, Amadeus è riuscito a superare tutte le difficoltà, gli attacchi di sessismo, quelle sugli sponsor onnipresenti, la lunghezza biblica delle serate, il caso Morgan-Bugo e tutto ciò che ha caratterizzato il Festival finito sabato sera. Il suo primo Sanremo che però, scommettiamo, non sarà l’ultimo.

Ora che è tutto finito, Amadeus si può rilassare godendosi l’ingresso nell’olimpo dei conduttori tv, quei pochi che sono riusciti a condurre il Festival più importante d’Italia. Una vera rivincita per lui che non ha vissuto una vita tranquilla sin da bimbo quando a 7 anni si ammalò gravemente di nefrite e fu tra la vita e la morte: passò un periodo in isolamento nell’ospedale di Buccinasco con i suoi genitori che facevano la spola fra l’ospedale e una chiesetta dedicata a Santa Rita per chiedere la grazia.

Qualche anno fa, invece, ha avuto una grossa crisi professional in cui aveva anche pensato di fuggire all’estero, in mezzo a persone che non parlavano la sua lingua per non dover rispondere e non girare il coltello nella piaga del suo dolore. Erano gli anni in cui aveva fatto il passaggio dalla Rai, dove era diventato uno dei più amati grazie a “L’eredità” e “Domenica In”, a Mediaset dove però non era riuscito a confermare i successi.

La rinascita è avvenuta quando è tornato in Rai accettando di ricominciare da zero: niente atteggiamenti da primadonna, ma la quotidianità di “Mezzogiorno in famiglia” che poi l’ha riportato alle prime serate, “Tale e quale show”, “Reazione a catena” e così via, fino al grande successo di Sanremo. E qui si è scontrato con le polemiche tipiche del Festival sin dai primi giorni: «sentirmi accusare di sessismo da persone che mi conoscono bene e che sanno che non è vero.

Mi è servito a capire chi sono gli amici e chi no», ha detto a “Leggo” aggiungendo che Sanremo non lo ha cambiato: «sono troppo istintivo. Troppo spontaneo. Nel bene e nel male. Ma io non ce la faccio a farmi scrivere tutto quello che devo dire. Certo, forse dovrei prepararmi un po’ meglio per le conferenze stampa». Di sicuro non si è fatto prendere troppo dalle polemiche, anche perché era stato preparato dai conduttori del passato che lui ha interpellato: «tutti mi hanno detto che tanto le polemiche ci saranno sempre e comunque».

Tanto vale godersela e lui lo ha fatto dimostrando di essere arrivato alla maturità giusta per diventare una presenza fissa del Festival. Perché Amadeus è il conduttore perfetto per questa epoca televisiva: «so stare dalla parte dello spettatore – ha spiegato con molta sincerità a “Il Messaggero” – non sono cinico e non voglio fare spettacolo a ogni costo».

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