E’ una storia di Natale quella accaduta al Nemastè Bio Caffè di Latina, situato in via Sant’Agostino, di fronte al liceo Grassi. Ieri mattina, mettendo a posto, le ragazze che lavorano nel locale hanno trovato una particolare borsa in pelle con delle chiusure realizzate con foglie di metallo dimenticata sul tavolo.

Come accade sempre in questi casi, è stata aperta per cercare i documenti utili ad avere informazioni per tentare di rintracciare il proprietario. Questa volta, però, si è trattato di un ritrovamento superlativo. All’interno della borsa, infatti, c’erano 95mila euro in contanti ben sistemati e buoni di benzina.

Non tutti l’avrebbero fatto, ma i dipendenti ed i proprietari del bar a conduzione familiare hanno attivato una ricerca incrociando dati e ricordi di chi si era seduto in quel tavolo e sono riusciti a rintracciare il proprietario per restituire quanto perso.

Un ritrovamento straordinario, soldi che non tutti avrebbero restituito, ma non è stato così per il personale del Namastè Bio Caffé di Latina, dipendenti e titolari si sono seduti a tavolino e hanno cercato di risalire al proprietario della cifra da capogiro. Lo hanno rintracciato, grazie a dei documenti, che appartenevano a un imprenditore di Latina. Ma a cosa servivano quei 95 mila euro? Secondo quanto appreso, i soldi erano gli stipendi che l’imprenditore doveva consegnare ai dipendenti.

Il gestore: “Il proprietario ci ha abbracciato commosso”. “Siamo riusciti a risalire a lui, ma non è stato semplice trovarlo – ha spiegato Amedeo, il gestore del bar – i documenti presenti nella borsa oltre al nome, ci hanno aiutato a capire il tipo di lavoro della persona a cui apparteneva, ma purtroppo non c’erano numeri di telefono, né lo abbiamo trovato sui social network.

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Abbiamo provato a contattare su Facebook alcuni suoi familiari”. Una vicenda conclusasi con il lieto fine quando il proprietario qualche ora dopo è tornato nel bar dicendo che aveva dimenticato una borsa e chiedendo se qualcuno per caso l’avesse trovata. “Quando gli abbiamo detto di sì e gliel’abbiamo restituita, ci siamo tutti commossi. Il proprietario della borsa ha abbracciato me e mia sorella, esternando grande riconoscenza”.

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