“Ho detto di no!”. C’è Posta per te, succede il putiferio in studio. Parole pesantissime e Maria perde le staffe

Un altro successo per la reginetta degli ascolti del sabato sera. Maria De Filippi riesce a entrare nel cuore degli italiani con il suo C’è Posta Per Te. Le storie raccontate durante il serale concedono sempre ottimi spunti di riflessione. Anche questo sabato il pubblico ha assistito alla delicata vicenda di Marcella, che ha chiesto l’intervento di C’è Posta Per Te per ritrovare la madre, di nome Rosa. Le donne non hanno avuto contatti per ben 3 anni e il motivo del loro silenzio è l’omosessualità della figlia, che Rosa non ha mai saputo accettare.A volte, anche un genitore può perdere la bussola, ma ciò non significa che non si possa riprendere una direzione. Insieme.

L’omosessualità di Marcella ha creato una rottura profonda. Rosa non ha mai accettato l’amore di Marcella verso la sua compagna, Miriam, e questo ha segnato una distanza durata a lungo. Tre anni trascorsi, durante i quali Rosa e Marcella non hanno più avuto un contatto, una parola di conforto, un momento di condivisione: “Mia figlia ha avuto fidanzati bellissimi, con una donna è sprecata”. Queste le parole di Rosa, queste le sue idee riguardo l’omosessualità della figlia Marcella. Ma qualcosa va subito recuperato perché la vita non concede troppo a tempo a disposizione, come spesso accade di credere. È necessario tentarle tutte pur di recuperare l’unione familiare. Marcella ci prova di nuovo e chiede aiuto a Maria.

Ovviamente Marcella fa il suo ingresso in studio accompagnata dalla compagna Miriam. Chiedere un chiarimento con mamma Rosa non significa, infatti, rinnegare qualcosa o rinnegarsi proprio nel momento in cui è necessario fare valere le proprie idee con convinzione e amore: “Quando le ho detto di essermi innamorata di una donna lei mi ha detto che si vergognava di me, che non voleva vedermi in giro con lei e che per lei questa è una sciagura”. Queste le parole usate da Marcella, per raccontare il momento in cui Rosa ha scoperto l’omosessualità della figlia nonché la sua relazione con Miriam.  La commozione in studio non si trattiene e tutti comprendono da subito la delicatezza della storia di una famiglia divisa.

 

Rosa è presente e ha compreso il motivo che ha spinto la figlia a chiedere un confronto. Accetta di comunicare con la figlia, ma non con Miriam: “Io ho solo una figlia ed è femmina. Mia figlia l’ho vista con dei ragazzi bellissimi. Impazziva per loro. Adesso vederla con una donna non mi piace. È sprecata. Per me l’uomo deve stare con la donna, altrimenti non è normale”. Maria De Filippi tenta di fare ragionare la donna e di supportare le ragioni di Marcella. Rosa appare ferma e inamovibile nelle sue convinzioni e già da principio si preannuncia la difficoltà di poter raggiungere un dialogo più sano, incentrato sulla comprensione reciproca. La busta si apre e Rosa vede la figlia Marcella mano nella mano con la compagna Miriam.

“Non la voglio conoscere. Mia figlia può venire a casa, può telefonarmi, ma io non voglio conoscere lei. Io ho una figlia e si chiama Marcella. La fidanzata, non voglio saperne. Io sono la mamma di Marcella, non la mamma di Miriam”. Rosa non ha mai interagito con la compagna di Miriam e anche adesso, a distanza di 3 anni, non riesce a digerire l’idea che la figlia possa amare un’altra donna. Maria De Filippi è solita prendere le giuste parti di un mediatore e con imparzialità e rispetto ci ritenta. E ci riesce. Rosa decide, finalmente, di stringere la mano di Miriam e conoscerla, proprio lì, per la prima volta davanti a tutta l’Italia. E abbraccia la figlia, dopo 3 anni di totale assenza. Maria sigilla quel tenero abbraccio con un pensiero rivolto a Rosa:  “Rifletti quando dici che non è normale, perché dici a tua figlia che non è normale” dice Maria De Filippi. E Miriam: “Non dico adesso, ma spero che un giorno potremo conoscerci”.

Commenta la Notizia

One Reply to ““Ho detto di no!”. C’è Posta per te, succede il putiferio in studio. Parole pesantissime e Maria perde le staffe”

  1. I sentimenti non hanno sesso e spesso non ci donano il giusto corpo, contenitore di noi ma non di ciò che amiamo essere. Chi ha descriminazioni di questo genere descrimina l’amore in senso assoluto. Si sta bene con chi ci fa star bene.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *