“Morto il grande artista”. Noto anche per la sua storia d’amore: lottava contro un cancro

L’artista sarebbe morto a Lubiana poche ore fa: la notizia arriva dalla stampa locale, dalla città in cui da dieci anni Ulay aveva scelto di trascorrere la propria vita ormai segnata dal cancro. Una vita, la sua, trascorsa all’insegna della performance art e della breve ma intensa relazione con Marina Abramović che ha regalato al mondo opere come “Relation Works” e momenti emozionanti come quello del MoMA nel 2010.

La notizia è giunta da Lubiana, dove l’artista viveva da dieci anni: Frank Uwe Laysiepen, conosciuto in tutto il mondo come Ulay, è morto. L’artista aveva 76 anni, e anche se non sono state ancora rese note le cause della morte, da tempo soffriva di cancro: nel 2011 la diagnosi, a cui segue dopo breve tempo l’uscita di “Project Cancer”, un documentario di Damjan Kazole. Attivo fin dagli anni Settanta prima in Germania e poi in Olanda, Ulay ha attraversato per oltre quarant’anni la scena artistica internazionale, divenendo famoso anche per la sua relazione (e per la rottura) con Marina Abramović.

Frank Uwe Laysiepen nasce nel 1943 in un piccolo paese della Germania settentrionale. A circa trent’anni, con già una moglie e un figlio, decide di abbandonare tutto per dedicarsi all’arte: li lascia, e si trasferisce ad Amsterdam, dove inizia a frequentare l’ambiente controculturale olandese e dove, nel 1976, conosce Marina Abramović. Prima di questo incontro, che segnerà per sempre la sua vita artistica e privata, Ulay si era già fatto notare con opere come “Renais sense” e “Fototot”, sperimentazioni all’avanguardia a metà fra fotografia e live performance.

Ma nel 1976, arriva la svolta: Ulay incontra quella diventerà anche sua compagna nella vita, e con la quale realizzerà opere memorabili come “Relation Works” e “There is a Criminal Touch to Art”. I due vivranno per tre anni in un furgone, girando tutta Europa con il loro personalissimo lavoro dedicato al tema della relazione uomo-donna. Negli anni Ottanta la loro relazione finisce, ma Ulay continua con la sua monumentale produzione di Fotogrammi e Polagrammi che giungerà fino agli anni Dieci del Duemila quando, inaspettatamente, gli viene diagnosticato un cancro.

L’indimenticabile incontro di Ulay e Marina Abramovic al MoMA di New York nel 2010.
Nel 2010 si torna a parlare di loro: durante una performance della Abramović al MoMA di New York, i due si rivedono proprio nel corso della rappresentazione, generando un momento intensamente emozionante.

Emozione che non durerà molto: nel 2015 si dà notizia della battaglia legale che proprio Ulay avrebbe condotto ai danni della Abramović, per ottenere i risarcimenti di danni all’immagine oltre che i diritti di alcune opere di cui, secondo Ulay, la donna si sarebbe appropriata.

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