Decine di gocce di Duotens, un medicinale utilizzato per curare l’ipertensione, sarebbero state versate nel caffè che uccise Simonetta Gaggioli, avvelenandola. Sono queste le modalità con le quali la trentaduenne Adriana Pereira Gomes avrebbe ucciso la suocera lo scorso 26 luglio.

Quel farmaco, somministrato in una dose ben superiore rispetto al previsto, avrebbe inferto un colpo letale al cuore già malmesso di Simonetta, 76 anni, causandone il decesso. A cinque mesi di distanza ieri la lavapiatti di origine brasiliana, moglie del figlio della vittima, è stata tratta in arresto dai carabinieri del comando provinciale di Livorno. Il cadavere dell’ex funzionaria della Regione Toscana è stato rinvenuto il 3 agosto scorso avvolto in un sacco a pelo ai lati della vecchia statale Aurelia a Riotorto, provincia di Livorno. Adriana Pereira Gomes, assieme al compagno e figlio unico della Gaggioli, Filippo Andreani, era indagata da tempo.

Interrogata dagli inquirenti che stanno conducendo le indagini la trentaduenne si è difesa: “Sono innocente, mia suocera voleva morire, è stato un suicidio, io ho solo rispettato le sue volontà”. La brasiliana ha quindi sostenuto che Simonetta Gaggioli le avrebbe detto di voler farla finita perché vecchia e stanca, assumendo lei stessa il farmaco trasformatosi in veleno letale. La vittima le avrebbe anche chiesto di portare il suo corpo al cimitero di Follonica dove era sepolto il marito.

Adriana avrebbe avvolto il cadavere nel sacco a pelo, nascondendolo per due giorni sotto i letti dei tre figli di 9, 7 e 4 anni per poi caricarlo nella sua auto. A causa di un guasto al motore, Pereira Gomessi sarebbe fermata sulla vecchia Aurelia e lo avrebbe abbandonato in un canale dove è stato realmente rinvenuto il 3 agosto in avanzato stato di decomposizione.

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Secondo la Procura di Livorno Adriana Pereira Gomes, dopo aver avvelenato la suocera, avrebbe cercato di occultarne il corpo. Il suo piano – fallito – prevedeva di ottenere la pensione della 76enne — come una sorta di eredità — nella speranza che nessuno trovasse il cadavere. A quel punto la nuora sarebbe volata con tutta la famiglia in Brasile, vivendo con i soldi della defunta.

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