Alla vigilia del voto in Parlamento sul Decreto con le misure economiche per far fronte all’epidemia di Covid-19, da Bruxelles arrivano novità importanti: l’Unione Europea si dice pronta a sostenere anche economicamente l’Italia nello sforzo della guerra al coronavirus, «Ho parlato con il premier Conte, abbiamo discusso della situazione in Italia e di che tipo di sostegno aggiuntivo possiamo dare. Abbiamo deciso di sentirci in videoconferenza nei prossimi giorni per vedere come fornire ulteriore sostegno e che tipo di altre misure» ha spiegato poco fa la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

A seguire, simile appello viene rilanciato anche dalla vicepresidente commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager, «La situazione in Italia è particolarmente severa, restiamo pronti a lavorare con il Governo italiano su misure aggiuntive per rimediare ai seri problemi dell’economia, in base all’ articolo 107.3 del Trattato». Poche ore fa era stato il Centrodestra compatto a richiedere l’intervento massiccio dell’Europa, «rimasta finora in tragico e colpevole silenzio» avevano sentenziato Meloni, Salvini e Tajani uscendo dall’incontro con il Governo a Palazzo Chigi. Qui invece trovate le proposte economiche avanzate dal Centrodestra compatto per l’emergenza coronavirus.

Domani in Parlamento è previsto il voto cruciale sul Decreto con tutte le misure economiche per fronteggiare l’emergenza coronavirus: rispetto all’ultimo Consiglio dei Ministri tenutosi il 5 marzo, dove si erano stanziati 7,5 miliardi di euro per aiuti a famiglie e imprese, politicamente e non solo è come se fosse passato un’eternità In mezzo ben due Dpcm – 8 e 9 marzo – con l’Italia passata ad intera zona controllata e sostanzialmente chiusa. Per questo motivo, in attesa dell’incontro in corso tra Governo e opposizione per osservare tutte le misure presentate da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, entro questa sera un nuovo CdM dovrà inserire con ogni probabilità più fondi e prevedere un maxi impegno di spese extra da dedicare a tutti i settori economici e commerciali del Paese per evitare che entro il 3 aprile il Paese collassi su se stesso.

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Per questo motivo nel Decreto messo a punto in queste ore dal Governo Conte si fa avanti l’ipotesi di maggiori fondi fino a 10 miliardi di euro da chiedere come “scostamento” di bilancio all’Unione Europea a fronte dell’emergenza coronavirus: «Probabilmente chiederemo un deficit leggermente più alto per avere più possibilità di interventi. Non è detto che utilizziamo tutto nel primo decreto. Il limite di 7,5 miliardi è un limite che superiamo», ha spiegato il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli questa mattina a Radio Capital su “Circo Massimo”. L’aumento previsto è fino a 10 miliardi di euro da ottenere con l’innalzamento del deficit, «l’ordine di grandezza è quello» ha confermato sempre il ministro M5s.

«Incrementeremo i finanziamenti destinati al servizio sanitario, alla Protezione civile, alle forze dell’ordine, per fornire assistenza ai malati e limitare al minimo il rischio del contagio» aveva spiegato il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dopo il CdM del 5 marzo scorso, con il Premier Conte che aveva poi aggiunto come col nuovo Decreto saranno pronte anche misure economiche per «sostenere il reddito, finanziare gli ammortizzatori sociali, aiutare le aziende che subiscono l’impatto della malattia». Oggi però la situazione in Italia si è fatto molto più grave anche se sono passati solo tre giorni: i contagi non si fermano e così anche le vittime e il nuovo Dpcm ha così imposto il divieto semi-totale di uscire di casa. Per questo motivo ora si pensa a misure molto più incidenti per far fronte all’emergenza economica che inevitabilmente travolgerà l’Italia nelle prossime settimane:

«ci sarà una parte fiscale molto importante di sospensione di pagamenti, pagamento di ritenute, contributi» ha confermato la vice Ministro Economia Laura Castelli, spiegando come su mutui, tasse e bollette ci potrebbero davvero essere una sospensione per privati e famiglie. Il collega Patuanelli ha poi spiegato nel dettaglio la misura: «Uno dei quattro canali su cui si sta indirizzando il governo per aiutare famiglie e imprese è quello della liquidità, che va garantita, e questo lo si fa con la sospensione dei pagamenti, di mutui, bollette, tributi. Dobbiamo ragionare su tutto il territorio nazionale». Ora si attende solo il voto in Parlamento e poi le misure potrebbero divenire effettiva realtà con i primi interventi immediati per sostenere famiglie e imprese.

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