CARLO CONTI «Ho la fortuna di vivere in collina e le giornate passano velocissime: è un’occasione per parlare di più con i propri cari, guardare un film, leggere un libro, ascoltare un vecchio disco. Ho ripreso la mia collezione di dischi in vinile di Lucio Battisti e i cd dei Pink Floyd. Sto tanto con mia moglie e con mio figlio Matteo: ogni tanto gli concedo una partita a calcio alla PlayStation, ma sta diventando più bravo di me, mi sa che fra quindici giorni riuscirà a battermi!».

ANTONELLA CLERICI «Da qualche anno vivo in campagna e non ho l’angoscia di vedere la città vuota. Esco ad abbracciare gli alberi, forse la natura ha voluto dirci qualcosa in maniera così dura, eravamo andati troppo oltre e spero che questo momento ci aiuti a riscoprire certi valori e ci faccia ritrovare più uniti, coesi e disponibili. Leggo molto, mi informo, guardo film e aspetto che passi. Mi sento molto italiana e vicina al mio popolo. Ogni tanto mi prende la malinconia, come a tutti, dipende dai giorni e dall’evolversi del quadro del contagio e dei guariti».

SIMONA VENTURA «In famiglia ognuno ha la propria “postazione di lavoro”, sono riuscita persino a mettere a posto il guardaroba. Questo momento ci servirà per capire che, forse, stavamo correndo troppo: ricordo quando non c’erano i cellulari e vivevamo con i nonni e sapevamo apprezzare anche la noia. Il mio pensiero è rivolto a chi sta male, ai medici e gli infermieri, e a chi non può lavorare e non sa cosa succederà: i negozianti, gli albergatori, le partite Iva, le piccole e medie imprese che sono il tessuto produttivo del nostro Paese e che pagheranno un prezzo alla crisi».

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