“In questo momento surreale e di totale impotenza trovo la forza di scrivervi il mio pensiero”. Inizia così la lettera che una donna di 45 anni ha voluto indirizzare a medici, infermieri e operatori sanitari del Policlinico di Milano, che da settimane è in prima linea nella guerra al Coronavirus.

Proprio in quell’ospedale suo padre si è spento, ucciso proprio dal Covid-19, e lei ha voluto dire a quegli eroi in corsia grazie, nonostante il dolore.

“Sono una mamma di 45 anni. Una moglie ma prima di tutto una figlia. Di due genitori meravigliosi. Il mio papà ci ha lasciato ieri – nei giorni scorsi -, colpito dal virus da venerdì. Solo. Senza sua moglie, senza i suoi 2 figli a tenergli la mano. Ma so che è stato circondato da tanta umanità. Mi diceva al telefono: «sono tutti gentili ma corrono tanto poverini!»”, si legge nella lettera.

“Io lo so che correte. E ce la mettete tutta e vi ringrazio di cuore – scrive la donna -. Ora anche mia mamma è ricoverata. E spero che ce la farà. Posso solo sperare, consapevole però che è in ottime mani”.

“Grazie a tutta l’équipe. Grazie per le corse, grazie per un sorriso nascosto dalla mascherina, grazie per il coraggio e la professionalità. Grazie a tutti ragazzi! Spero di potervi ringraziare uno per uno quando tutto sarà finito. Spero di potervi stringere la mano – l’auspicio della donna -, guardavi negli occhi e trasferirvi tutta la mia stima e la mia riconoscenza. Grazie di cuore. Da una mamma, un nipote e un genero”.

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