Siamo diventati monotoni: parliamo solo di coronavirus. Ma come potremmo fare a non farlo? Il coronavirus è arrivato e ha scombussolato le nostre vite. Non possiamo non parlarne di continuo. E sperare che se ne vada al più presto. Il bollettino delle 18 della Protezione Civile di domenica 22 marzo ha mostrato un leggero calo dei contagi rispetto ai giorni precedenti. Ma è ancora tardi per parlare. E per gioire. Dobbiamo vedere come andranno le cose nei prossimi giorni. E, se i contagi continueranno a diminuire, allora sì che potremo dire di essere un pezzetto avanti.

Gli esperti del coronavirus continuano a dirlo: questa settimana è cruciale per capire l’andamento del virus e per capire se le misure restrittive adottate dal governo stiano funzionando. Le misure sono iniziate l’11 marzo, il tempo del contagio è di 14 giorni e quindi a breve si capirà parecchio. Se pure i casi dovessero continuare a calare, non significherebbe far ritorno subito alla vita di prima. Assolutamente.

Anche perché riaprire subito tutte le attività significherebbe sfidare di nuovo il virus. Certo, tra qualche tempo i bar, i ristoranti, le attività riapriranno. Ma il mondo, il resto del mondo, resterà ancora fuori. L’isolamento imposto finora sembra aver funzionato: è vero, per settimane i numeri sono continuati a crescere ma nel resto d’Italia non si è arrivati alla situazione della Lombardia. E il motivo sta proprio nelle misure adottate. Quanto durerà ancora? Di sicuro oltre il 3 aprile.

Anche perché, se pure i contagi arrivassero a zero nei prossimi giorni, servirebbero comunque misure di “mantenimento”. Probabilmente a maggio le misure verranno un po’ allentate ma non saranno certo cancellate. O forse prima? Non lo sa nessuno. Ma comunque non si mollerà. Probabile che entro l’estate la cosa sia superata ma la certezza non c’è. E il picco, del quale tutti parlano da giorni? Quando arriverà? La settimana appena iniziata è decisiva: mercoledì 25 marzo saranno due settimane esatte da quando sono state prese le misure restrittive in tutta Italia e in teoria dovremmo iniziare a vedere il calo dei contagi. 

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E poi, quando finalmente tutto sarà finito? “Niente sarà più come prima”, è quello che dicono tutti. E lo sappiamo anche noi. Niente sarà più normale e gli equilibri dovranno essere tutti ricreati. Torneremo a viaggiare? Forse sì, un giorno. Ma non certo con la stessa spensieratezza. Ma adesso è ancora presto parlare di ciò che sarà: ora bisogna pensare a quel che è ora. E sperare che tutto questo finisca il prima possibile.

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