Anche la Spagna è in ginocchio per il coronavirus.

Negli ospedali la situazione è tragica. A Madrid i pazienti sono costretti ad aspettare più di 30 ore, sdraiati nei corridoi o seduti su scomode sedie, che si liberi un letto nel reparto di terapia intensiva. Che ormai sono al collasso e non hanno posti disponibili per accogliere altri malati.

In Spagna i numeri continuano a crescere

I numeri di decessi e contagiati in Spagna sono in continua ed inesorabile crescita. Solo sabato si parlava di 25mila persone risultate contagiate e di 1.326 decessi. Oggi invece i morti hanno superato quota 2mila e i nuovi contagiati hanno raggiunto le 30mila unità. Continue denunce da parte degli operatori sanitari vengono fatte sui social per testimoniare quanto sta avvenendo.

Il quotidiano El Mundo nei giorni scorsi ha dato voce a una infermiera e a un delegato sindacale di una struttura ospedaliera di Ledanés, nella comunità autonoma madrilena. Il Pronto soccorso registra numeri impressionanti di arrivi, anche tre volte superiori alla sua reale capacità, come riportato dal delegato sindacale. L’infermiera ha detto di aver “visto una persona sul pavimento tra due sedie. Vedere certe cose è psicologicamente terribile”, anche per chi è abituato a lavorare in ospedale.

El Pais ha aggiornato i dati: le persone guarite sono 2.575. Mentre fino a questo momento sono morte 2.182 personecon un incremento di 462 vittime in sole 24 ore. La Spagna è quindi il Paese con più decessi, subito dopo l’Italia.La velocità con cui il quadro sanitario evolve preoccupa non poco gli studiosi, nonostante la Spagna sia stata tra i primi Paesi europei a sospendere la Convenzione di Schengen, vietando in questo modo l’entrata in Spagna di stranieri. A parte corpi diplomatici e lavoratori.

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Situazione tragica negli ospedali

La Capitale spagnola è una delle città che sta soffrendo maggiormente e in cui vi è stato il numero maggiore di decessi. Qui la situazione più allarmante, dove si conta il 60% dei contagi totali. A Madrid la richiesta di posti letto in terapia intensiva risulta doppia rispetto alle possibilità. Le immagini di pazienti costretti a restare ore sdraiati per terra in corridoio in attesa, aspettando, e sperando che si liberi il più presto un letto in reparto, sono strazianti. Il governo spagnolo sta cercando in ogni modo di tamponare la situazione ma, come del resto negli altri Paesi, è un’impresa molto difficile e complicata. Nei giorni scorsi le autorità avevano cercato di isolare più casi possibili grazie all’ausilio di 640mila test rapidi che rendono noto il risultato in soli 15 minuti.

Ricoverata anche la vicepremier

Anche la vicepremier, Carmen Calvo, è stata ricoverata ieri sera in terapia intensiva a causa di una infezione respiratoria. Ancora attesa per il risultato del tampone effettuato sulla Calvo per appurare un eventuale contagio da coronavirus. Due le ministre contagiate. Il primo ministro è negativo al tampone ma si trova comunque in isolamento alla Moncloa, dopo che la moglie è risultata positiva.

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