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Dove e come vedere Milan Sampdoria Streaming Gratis Diretta Live TV No Rojadirecta

Dove e come vedere Milan Sampdoria Streaming Gratis Diretta Live TV No Rojadirecta

La partita Milan-Sampdoria sarà trasmessa in diretta tv in esclusiva sui canali Sky Sport. Sarà possibile guardare l’incontro sul canale 201 e sul canale 251 del decoder Sky, su Sky Sport Uno HD e Sky Sport Serie A HD. Collegamento pre partita alle 12.00, ampio post partita con analisi degli opinionisti in studio e dichiarazioni dei protagonisti. Per gli abbonati a Sky sarà possibile guardare Milan-Sampdoria live streaming video su dispositivi mobili pc, smartphone, tablet e smart tv. Come? Tramite l’applicazione Sky Go, scaricabile dagli store iOs e Android.

Non ci sarà alcuna diretta streaming gratis o diretta tv in chiaro di Milan-Sampdoria. La diretta radio sarà offerta dalle frequenze di Rai Radio Uno con la radiocronaca integrale. Aggiornamenti live sul risultato in tempo reale saranno invece disponibili sui canali social media ufficiali dei due club e della Lega Serie A.

Ancora un crash test. È quello che Zlatan Ibrahimovic e i suoi compagni si preparano a sostenere, all’ora di pranzo contro la Sampdoria, che si augurano non sia indigesta per l’idea scudetto. Un’idea molto vaga, che ancora trova posto nei sogni dei milanisti. Appunto, si tratta di sogni. Mentre Zlatan è il re della concretezza. E vorrebbe ridurre al minimo sbagli e poesia: detesta i primi e trova inutile l’altra. Eppure il club di questi tempi vive anche di sensazioni inaspettate, che potrebbero spingere i giocatori ancora più in alto di un logico obiettivo, la qualificazione in Champions. Ritrovare Bennacer e ricreare l’asse aiuta.

Intanto si può tornare a puntare in alto con il gioco verticale: 65 azioni di attacco per il Milan, nessuno nel campionato italiano ha fatto meglio. Questione di numeri e di uomini: contro la Samp, alla scomoda ora di pranzo (ma contro i blucerchia-ti il Milan trovò un successo in rimonta fondamentale per lo scudetto di fine secolo) Pioli si troverà senza cambi in attacco, perché l’emergenza è finita per finta. In panchina poche risorse, ma il Milan titolare è il migliore che ci sia, a parte l’assenza di Calabria sulla fascia destra. Ed è questo il tasto sul quale deve puntare Pioli per tentare una rimonta francamente difficile. «Vedo serenità negli occhi di chi deve rinnovare il contratto. Scudetto? La squadra fa bene a pensare positivo. Siamo la sorpresa del torneo, ora bisogna portare qualcosa a casa». Punti, concretezza. A partire da un Milan quasi completo (come sostituto di Calabria Dalot si è fatto rispettare, ma oggi dovrebbe toccare a Saele-maekers). Un Milan che sa benissimo quanto improbabile sia la missione rimonta e magari qualche domanda sui punti lasciati per strada se la fa. Ma chi avrebbe mai immaginato di trovare i rossoneri ancora in pista, in fondo unici veri avversari di un’Inter schiacciasassi?

Il percorso accelerato, a sorpresa, del Milan è cominciato dopo il lockdown: la squadra ferita dall’Atalanta prima del Natale 2020 è rinata ed è cresciuta in tempi di anormalità. Ha resistito a Covid, infortuni a raffica, emergenze di vario genere. Ha ottenuto molti rigori, ma il perché lo raccontano anche le statistiche: nessuno ama verticalizzare come la squadra di Pioli, proiettarsi in area, rischiare magari. È ciò che è accaduto molte volte e su questo marchio di fabbrica punta di nuovo il tecnico, adesso che ha davvero a disposizione il suo centrocampista più creativo, Bennacer appunto. Uno che non ha paura di spingere. Uno che si completa a perfezione con Kes-sie, la vera sorpresa del Milan. «Ismael ci aiuta a giocare più in profondità», ha detto Pioli. Il Milan può tornare a praticare il gioco che ama. Con Bennacer, la cerniera è perfetta, da Kjaer a Zlatan, passando per Calhanoglu, senza perdere troppo tempo. E la verticalizzazione è assicurata. Su questo tipo di gioco il Milan ha creato le sue recenti fortune e a questo intende tornare. Il Milan nelle prossime partite non incrocerà dirette concorrenti, ma mai fidarsi di ciò che sembra facile. Anche perché spesso ciò che sembrava facile è stato fatale a Pioli e ai suoi. E anche perché verticalizzare significa non fare calcoli, andare diretto al punto. Pioli sta ritrovando tutti i migliori per far fruttare questa tattica, ma senza concentrazione nulla serve. E qui torna in gioco la mentalità di Ibrahimovic. al cospetto proprio di Quagliarella, un altro grande vecchio della Serie A. Uno da temere sempre.

 

Sorprendente: è forse l’aggettivo che più si addice alla Milan e in generale alla sua stagione, sopra le aspettative. Ma, come dice Stefano Pioli, solo alla fine si tireranno le somme e magari la stupore potrebbe anche essere più grande. Chissà: di sicuro c’è che oggi all’ora di pranzo il Diavolo cercherà un altro successo, a San Siro contro la Sampdoria, per portarsi provvisoriamente a -3 dalla vetta e costringere l’Inter a giocare la sera con il Bologna sapendo di avere i rossoneri nella scia, attaccati alla targa.

Sorprendente questo Milan, anche per il tecnico: «Penso che possa essere ritenuta una definizione corretta. Ma, come dico spesso, ogni discorso andrà poi rivalutato il 23 maggio, quindi alla fine del campionato. Ora come ora, per quanto si è visto e numeri alla mano, credo che il Milan possa essere ritenuto una delle sorprese del campionato. Avevamo anche l’Europa League, a differenza della stagione scorsa, e abbiamo 17 punti in più. Però, ribadisco: rimandiamo i giudizi a fine anno, sperando che siano i migliori possibili…».

La squadra, a cominciare dal suo leader tecnico e carismatico Zlatan Ibrahimovic, continua a credere nello scudetto ed è questo un punto di forza anche per Pioli, ovvero la crescita nell’autostima e nella consapevolezza. In un termine secco: la mentalità. «La squadra deve pensare così. Poi sappiamo benissimo di dover tramutare le speranze in prestazioni convincenti: vincere è difficile, ma i ragazzi devono continuare ad andare in campo con fiducia e consapevolezza».

Vittorie in rimonta come quella di Firenze, prima della sosta, hanno aumentato tali sensazioni: «Quella è stata una prestazione importante, è stata la conferma della crescita di questa squadra. Avere difficoltà fa parte di una stagione, ma bisogna continuare a crederci: questo aspetto ti permette di vincere sfruttando le qualità che abbiamo. Arriviamo nel momento giusto con la condizione giusta: la prestazione di Firenze è stata molto importante per carattere, contro un’avversaria di buon livello.

Abbiamo cercato di fare la partita e di riprenderla. Anche con la Samp dobbiamo sfoderare una prestazione forte soprattutto dal punto di vista mentale. Non penso a una gara perfetta, piuttosto penso a una sfida in cui dovremo lavorare molto». Milan sorprendente anche perché qualche singolo ha sorpreso, trasformandosi in rivelazione. Come Tomori, del quale lo stesso Pioli tesse le lodi: «Siamo molto soddisfatti di come si è inserito. Il suo futuro nel Milan? Dobbiamo continuare a fare bene, poi penseremo al domani».

L’attualità è ritrovare Bennacer e Kessie insieme dall’inizio: «Dobbiamo aver ritmo nella partita, cercare di essere compatti quando gli avversari sono nella fase di possesso e muoverci molto con la palla. Bennacer nella lettura degli spazi e nel verticalizzare è un giocatore fondamentale per noi». Come fondamentale è Ibrahimovic e gli altri con il futuro rossonero da scrivere, ma le questioni relative ai rinnovi non modificano gli equilibri dell’ambiente, parola di Pioli: «La serenità che vedo negli occhi di Zlatan, Calhanoglu, Donnarumma, i giocatori che trattano il rinnovo, è evidente. Il loro futuro per noi è adesso. Le responsabilità ce le siamo sempre prese tutti quanti con grande convinzione e fiducia. Arriva un momento decisivo e vogliamo arrivare alla fine senza avere rimpianti».

Si riparte ovviamente dal re, o dal dio, a seconda dello spirito con cui stamani Zlatan Ibrahimovic si alzerà dal letto. Lo svedese ha segnato a Firenze il 21 marzo scorso, l’ultima giornata prima della sosta, con i rossoneri vincenti per 3-2. Ma Ibra aveva anche segnato una doppietta il 7 febbraio nel 4-0 contro il Crotone, giorno dell’ultima vittoria del Milan fra le mura amiche. Più che la Sampdoria, il Milan oggi teme l’effetto San Siro dove nelle ultime cinque partite fra campionato e coppe sono arrivati due pareggi e tre sconfitte. Ma con Ibra in campo il Milan ha un’altra sicurezza. Si riparte da lui, seppur non al top, dall’entusiasmo incamerato dai dieci giorni con la nazionale e dai suoi 15 gol in 15 partite. E se c’è un giocatore che fin dalla scorsa estate, mentre il Milan cavalcava nel “mini-campionato” post-lockdown, parlava di scudetto, quello è proprio Zlatan.

Ibrahimovic non vuole gettare la spugna. Il Milan ha una gara in più dell’Inter, ma oggi scenderà in campo prima, alle 12.30, e con un successo si porterebbe a sole tre lunghezze, seppur virtuali. Uno svantaggio, però, che aumenterebbe di certo la pressione sui nerazzurri, impegnati in serata sul difficile campo di Bologna. Il Milan vuole provarci, per continuare a sognare lo scudetto, ma anche per blindare il posto Champions, un piazzamento che – almeno ufficialmente – nessuno nel club ha chiesto ai giocatori, come ribadito qualche giorno fa dal presidente Scaroni, ma che sarebbe un delitto, oggi, non c’entrare. Soprattutto dopo essere stati in cima alla classifica da settembre a gennaio. Ma, come detto, i rossoneri guardano oltre. Sicuramente lo fa Ibrahimovic: per lui il quarto posto non è un traguardo, vuole vincere e il suo apporto, in questo senso, seppur dimezzato dagli infortuni e dal Covid-19, è stato pesantissimo per il Diavolo: la stagione scorsa Ibra mise insieme 10 reti in 18 gare da gennaio, quest’anno è andato oltre, tant’è che sono in molti a chiedersi dove sarebbe oggi il Milan se Ibrahimovic avesse giocato non tutte le gare, ma almeno una decina in più rispetto alle 15 disputate.

La nazionale, come detto, gli ha fatto bene anche se Ibra è tornato con qualche piccolo acciacco, dando così corda a chi temeva che il ritorno nella Svezia potesse portare solo guai dopo i recenti infortuni. Ibra in patria si è comunque gestito, non ha avuto un impiego eccessivo e mercoledì ha seguito dalla panchina l’amichevole contro l’Estonia: «Ibra sta bene, ci siamo sentiti quotidianamente durante la sosta – ha spiegato ieri Pioli -. E’ contento di essere tornato in nazionale e ora è a disposizione con noi. Ha fatto due allenamenti di livello, è arrivato in buonissime condizioni. E’ tutto a posto». Ibra dunque sarà al centro dell’attacco, anche perché senza Mandzukic e Leao c’è assolutamente bisogno di lui, e ritroverà i suoi scudieri preferiti alle spalle, Calhanoglu e Rebic.

Contro la Sampdoria lo svedese ha perso solo una volta in carriera, nell’ormai lontana stagione ’04-05, la sua prima in Italia, quando la Juventus venne sconfitta 1-0 a Torino da un gol di Aimo Diana. All’andata, il 22 settembre 2004 a Genova, Ibra aveva segnato invece il suo secondo gol in Italia. Dopodiché, il centravanti ha giocato in campionato contro i blucerchiati sette volte, ottenendo 3 vittorie e 4 pareggi, segnando ben 6 gol. A Marassi il 6 dicembre scorso non c’era per infortunio, oggi ci sarà e proverà a proseguire l’inseguimento alla top-ten dei cannonieri di tutti i tempi del Milan. Impossibile arrivarci in questa stagione – Ibra è quindicesimo a 84 gol, Prati, decimo, a 102 -, ma lo svedese ha fatto più volte capire di voler rimanere a Milano e far parte del progetto rossonero per altri dodici mesi. Altri gol da qui alla fine della stagione aiuteranno di certo a convincere tutti della bontà della sua decisione.

Redazione

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