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Sette punti nelle ultime sette giornate e una vittoria che a Torino manca da dieci anni. Difficile essere ottimisti di questi tempi per gli interisti, ma non ditelo ai cinquecento ultrà della curva nord che, come promesso, si sono presentati alla Pinetina per dare la carica alla squadra in vista della partenza per Torino.

Cori, bandiere, fumogeni e uno striscione: «Vinci per noi» hanno accolto i pullman all’uscita dal centro sportivo (la curva non sarà invece allo Stadium per protesta). Simone Inzaghi, proprio dopo l’ultima occasione utile, ha ritrovato Stefan De Vrij che ieri, al rientro in gruppo, ha fatto un ottimo allenamento stupendo un po’ tutti i dirigenti presenti. L’olandese è stato precettato per la trasferta (è invece rimasto a casa Kolarov, ormai fuori dai piani) e l’allenatore è seriamente tentato di metterlo in campo dal 1’ L’altro dubbio della vigilia è sulla corsia destra, dove si giocano una maglia Matteo Darmian e Denzel Dumfries: il primo si fa preferire per senso tattico in fase difensiva, l’olandese può dare fisicità e “riempie” meglio l’area in fase offensiva. Oggi Inzaghi scioglierà le riserve (anche in attacco può avere una chance Sanchez), ma Darmian a ieri era favorito di un’incollatura sul collega.

Dove e come vedere il match

Venezia  Milan  si giocherà oggi domenica 3 Aprile 2022. Il calcio d’inizio è fissato per le ore 20.45. Il match sarà visibile su Smart TV grazie all’applicazione di dazn e sarà disponibile anche sulle console di gioco xBox ovvero One, One S, One X, Series S e Series X e PlayStation PS4 e PS5. Sarà anche visibile attraverso i dispositivi come Amazon Fire TV stick Google Chromecast e timvision box. Disponibile anche la diretta streaming di Inter Atalanta sempre su dazn o tramite pc collegandosi direttamente al sito ufficiale e inserendo le proprie credenziali per accedere al catalogo degli eventi. Si potrà assistere al match in diretta streaming, sempre attraverso Dazn collegandosi attraverso dei smartphone e tablet.

La prima domenica di ripartenza dopo la cocente eliminazione italiana dal Mondiale, può scrivere molto del campionato. Conclusi ieri gli esami per la lotta salvezza, tra pomeriggio e sera si giocano due gare decisive. Il Napoli sarà a Bergamo senza Osimhen per una partita insidiosa, Juve e Inter spareggeranno stasera per l’ultimo posto dietro a Milan – impegnato domani in casa con il Bologna, sulla carta il duello più semplice – e Napoli.

La sfida di stasera a Torino, già importante di per sé perché nulla viene prima del Derby d’Italia per interessi e ascolti, segna stavolta un incrocio speciale. Negli ultimi tre mesi, nerazzurri e bianconeri hanno ribaltato i loro mondi.

Il 5 febbraio, a un quarto d’ora dal termine del derby, l’Inter si trovava con un vantaggio potenziale di 10 punti sulla seconda. In pratica, aveva quasi vinto lo scudetto. Da quella partita, su 9 match la squadra ne ha vinti appena due, con Genoa e Salernitana, penultima e ultima della classifica. Se era pensabile che Inzaghi rallentasse dopo lo straordinario avvio, che lo aveva portato a migliorare Conte, era impensabile che si limitasse a 7 punti nelle ultime 7 partite.

Un frano più che un freno. Stasera, come è ovvio e comprensibile, non c’è in ballo solo la seconda stella interista, ma anche il futuro di Simone, che pure ha lavorato bene e ha dimostrato di uscire con onore contro il Liverpool.

La Juve ha fatto tutto il contrario. Si è condannata a inizio campionato, con i miseri due punti delle prime 4 giornate, dopo ha trovato via via il suo rendimento. Nelle ultime 16 giornate, dall’ultima sconfitta contro l’Atalanta, del 27 novembre, Madama ha collezionato 5 pari e 11 successi, di cui gli ultimi quattro di fila. Non sono solamente numeri, è la fotografia di un campionato che ha ribaltato valori e che deve mutare anche qualche giudizio affettato. Il più recente faccia a faccia è stato il 12 gennaio in Supercoppa italiana, quando l’Inter era apparsa superiore. Nella seconda parte di stagione, da dicembre a oggi, la Juve ha rosicchiato 9 punti agli storici rivali.

Nessuno ha fatto meglio da allora. È vero che c’è Vlahovic in più, ma il trend era cambiato prima. In realtà, con un gioco poco brillante ma redditizio, secondo la dottrina Allegri, la Juve ha rimesso insieme il suo campionato. Se vincerà all’Allianz in serata, in attesa che l’Inter poi recuperi la gara con il Bologna, sarà per la prima volta terza, davanti proprio ai milanesi. I quali, con il ritorno di Brozovic, giocatore prezioso e senza alternative (nelle tre gare in cui è mancato sono arrivati due pareggi e una sconfitta), cercheranno di riprendersi quello che sembrava loro.

Nessuno avrebbe ipotizzato, solo qualche mese fa, che le due squadre sarebbero state così vicine. Se la Juve è stata brava a rimettere a posto la classifica, detto che l’eliminazione dalla Champions col modesto Villarreal è ferita ancora dolorosa, l’Inter deve interrogarsi sugli ultimi mesi e capire le ragioni di una crisi clamorosa.

La stanchezza di Barella? L’assenza più recente di De Vrij? Il blocco di Lautaro? Forse il  fatto che il plus portato da Conte – anche alla Juve lo conoscono -con il tempo si è consumato? Sono domande che saranno persino più stringenti se stasera dovesse andare male. Passata questa sfida, l’Inter ha un calendario favorevole. La Juve, dalla sua, ha soltanto la vittoria per lasciare aperta l’idea di un’epocale rimonta, superiore di gran lunga a quella del 2015-16 se si dovesse completare. Tanti motivi, se ci fosse stato bisogno di averne altri, per godersi stasera il duello tra le due antiche, nobili avversarie del calcio italiano. Il pareggio non serve a nessuno, significherebbe altro distacco dal vertice. è un Derby d’Italia che taglia fuori.

Questa è una notte per cuori impavidi. Non c’è spazio per chi traballa, oppure gioca e tifa ma si accontenterebbe di un pari, o peggio: per chi pensa che Juventus-Inter sia solamente una partita fra le altre. No, perché qualsiasi risultato si sprigioni dal derby d’Italia di stasera all’Allianz lascerà tracce non banali. Qui non passa lo scudetto, o meglio: qui passa un sogno “allegrianamente impossibile” per la Juventus e un obiettivo che a un certo punto del campionato sembrava fosse stato prenotato (derby del 5 febbraio, prima che Giroud s’inquietasse) e che adesso pare sempre più lontano, figurarsi se l’Inter dovesse perdere alla Continassa, dove da quando hanno costruito lo Stadium i nerazzurri hanno vinto una sola volta, dieci anni fa. Eppure va così: se Allegri vince, sorpassa Inzaghi di due punti (aspettando il recupero di Bologna-Inter) e agguantando il terzo posto (traguardo che sarebbe stato da pazzi anche solo immaginarlo qualche mese fa) a 4 punti dal Milan capolista, in campo domani; se vince Simo-ne, sai che carica di autostima a vantaggio di chi ha sprecato di tutto e di più dal post Supercoppa a oggi.

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