La discussione è ancora accesa per quanto riguarda la nuova sanatoria fiscale da introdurre nell’ultima legge di stabilità 2019: i riflettori sono puntati sulle multe stradali e anche mancati pagamenti del bollo auto. Le ultime agenzie, infatti parlano di ipotetici sconti a tutti coloro che hanno cartelle esattoriali inferiori a 1000 euro.

Anche questo genere di cartelle, insieme a quelle relative al mancato pagamento di imposte sui rifiuti e tasse locali, saranno stralciate, se affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010.

Multe per violazione del codice della strada e bollo auto saranno, dunque, tra quelle cartelle per cui non sarà previsto alcun pagamento, anche se c’è chi propone per i ruoli fino a mille euro il pagamento di almeno un 40% di quanto dovuto. Nell’attesa che il 15 ottobre si abbiano conferme o meno delle ultime notizie appena riportate, è bene sapere che se il provvedimento dovesse essere approvato, nulla dovrà fare il contribuente per cancellare il proprio debito perché toccherà gli agenti della riscossione cancellare le cartelle oggetto del provvedimento.

Pace fiscale, che cosa prevede

E poi ci sono tutti quei contribuenti non in regola che ricevono dall’Agenzia delle entrate lettere di invito a correggere la propria dichiarazione o accertamenti per i quali si prevede la definizione attraverso l’istituto dell’adesione, e che aspettano le prossime mosse dell’esecutivo. Troppo “invitante” la prospettiva di un condono a breve scadenza per molti contribuenti: attendono la “pace fiscale”.

Il decreto fiscale è uno dei piatti forti della futura manovra nelle intenzioni del governo Lega-M5s: il decreto fiscale sarà immediatamente operativo. Conterrà tutte le indicazioni, dalla rottamazione ter alla chiusura agevolata delle liti pendenti, fino alla vera e propria sanatoria per i redditi non dichiarati negli ultimi 5 anni, ribattezzata “flat tax-dichiarazione integrativa”.

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La pace fiscale o “flat tax-dichiarazione integrativa” sarebbe rivolta (il condizionale è d’obbligo, fin quando il decreto non sarà emanato) a chi non ha dichiarato redditi dal 2013 al 2017: costui potrà ravvedersi, presentando una dichiarazione integrativa: pagherà circa il 15-20 per cento, l’aliquota nuova della flat tax per le partite Iva.

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