Mara Maionchi, sono in cerca talent da oltre sessant’anni

Mara Maionchi è la nota più intonata, la sinfonia che mette d’accordo tutti, la canzone che cantano grandi e piccini (escluso lei perché, come ha ammesso più volte, non canta «nemmeno sotto la doccia»), È lei, ancora una volta, la grande stella di X Factor.

Con la sua ironia, il suo linguaggio, il suo modo di essere spontaneo, sincero, la sua competenza e la sua allegria anche quest’anno raddoppia. Anzi, triplica: infatti, è giudice di X Factor 13, parteciperà alla prossima edizione di Italia s Got Talent e continuerà la sua “carriera” di speaker a Rtl 102.5. Una stagione impegnativa dunque, per l’esuberante Maionchi, che poco si scompone: perché lei vive tutto con entusiasmo, divertimento, ironia. Il tutto condito con la serietà che si addice a una professionista straordinaria da sessantanni a caccia di talenti.

Accanto a lei, sono in giuria a X Factor Samuel, voce e leader dei Subsonica e “mister no”, per i tanti rifiuti che ha rifilato a chi si è presentato sul palco; Sfera Ebbasta, idolo della trap dei giovanissimi e vicino di bancone di Mara, che sta mostrando il suo lato umano e sta facendo emergere la sua schiettezza; e la sofisticata cantautrice Malika Ayane, che ribattezziamo la “maestrina” per la sua pignoleria e il suo modo di fare. Un quartetto, come lo ha definito Lorenzo Mieli, amministratore delegato di Fremantle, «leggero, però al tempo stesso impegnato e rapace, con la curiosità delle prime volte». L’appuntamento con lo show musicale, definito sempre da Mieli «green, plastic free, gender fluid, multietnico e anche un po’ migrante (il teatro Ciak, arena della competizione, è stato posto sotto sequestro dal tribunale di Milano di recente, quindi per la competizione dovrà essere trovata un’altra location adatta) è il giovedì alle 21.15 su Sky Uno e Now Tv e il venerdì in chiaro alla stessa ora su TV8. In occasione della conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del talent abbiamo incontrato Mara. Che ci ha regalato le sue perle di saggezza.

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Sei l’unica riconferma di una giuria che appare variegata e trasversale a livello musicale e di target. Con che spirito sei tornata a X Factor quest’anno? «X Factor cambia, io sono sempre qui, con nuovi compagni di avventura. Sono felice di esserci, mi piace molto. Quello di scoprire talenti è il lavoro che ho fatto per tutta la vita. Se hai delle soddisfazioni significa che hai fatto meno errori possibili». Come sono i tuoi compagni di giuria? «Sono davvero molto bravi: Malika scopre anche il pelo nell’uovo del cantante che ha stonato, è fantastica! lo la guardo sempre per imparare, perché non sono così precisa come lei. Lei se anche uno stona leggermente lo capisce sempre, è bravissima. Malika e Samuel sono i miei maestri dal punto di vista tecnico, li osservo con attenzione. Io dal punto di vista tecnico sono più istintiva. Se mi piace una cosa mi piace, poi non sto ad ascoltare le sfumature. Ecco perché seguo molto loro due e sto attenta al loro labiale».

E Sfera? «Potrei essere sua nonna (ride, ndr)\ Mi è stato subito molto simpatico, è molto meglio di quello che appare, racconta storie terrificanti, ma questo forse fa parte della sua vita o di una parte di essa. Abbiamo legato subito». Che talento stai cercando quest’anno? «Cerco qualcuno che ha delle capacità che ancora non è riuscito a mettere in mostra. La responsabilità che mi assumo nei suoi confronti è tanta, per questo motivo voglio fare il mio mestiere con discrezione, non voglio assolutamente interferire con la creatività dell’artista».

In che modo ti approcci a chi sale sul palco, spera di fare “colpo” e vede in te e in X Factor una possibilità per realizzare il suo sogno, su cui poi costruire il proprio futuro artistico e personale?
«Io ascolto per cercare di intuire se un personaggio ha delle qualità al di là delle situazioni vocali. Per esempio, l’anno scorso ha vinto un artista (Anastasio, ndr) che parlava devo dire molto poco, però aveva una immagine attuale. Spero sempre nella novità, in qualcosa che mi coinvolga a livello psicofisico su cui lavorare. Cerco di mettere in luce le qualità dell’artista. La cosa importante è stare molto attenti, non fare errori indicando magari una strada sbagliata.

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Su questo mi sento sempre piuttosto responsabile e veramente faccio fatica, perché è una responsabilità che non ha punti di ritorno. Se eventualmente dai un consiglio sbagliato non hai il tempo di correggerti. Di questo soffro abbastanza». Di talenti ne hai scovati tanti in Giovedì questi tuoi primi sessant’anni di carriera. Uno su tutti: Tiziano Ferro. «Sì, scoprire talenti è il lavoro che ho fatto per tutta la vita. Lo faccio sempre con grandissimo piacere». Sessant’anni di carriera. Se ci pensi cosa ti viene in mente? «Sessant’anni di lavoro… Non mi piace molto questo anniversario, preferirei fosse per il mio compleanno, invece è per gli anni che ho lavorato. Pazienza».

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