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Juventus Spal, serie A tim 2019/2020: diretta tv e live streaming, dove e come vedere la partita

E’ la Juventus ad aprire la terza giornata di campionato con la sfida contro la Spal che è ultima in classifica con soli 3 punti.  Apparentemente si tratterebbe di una sfida piuttosto semplice e facile, ma il tecnico della Juve Maurizio Sarri non vuole alcuna distrazione, soprattutto dopo le prestazioni poco esilaranti contro il Verona e Brescia, dove comunque i bianconeri hanno subito dei gol. “La prima cosa da evitare è prendere reti e vediamo se possiamo migliorare gli approcci alle partite”,  sono state proprio queste le parole riferite da Sarri in conferenza stampa.

Almeno sulla carta la Juventus non dovrebbe avere difficoltà a vincere questa partita, visto che comunque rimane sempre imbattuta in casa da ben 23 incontri di fila in Serie A. Sarà proprio questa partita ad aprire la sesta giornata di campionato di serie A e Juventus- Spal scenderanno in campo, oggi pomeriggio alle ore 15 all’allianz Stadium. C’è grande attesa per scoprire le formazioni ufficiali di Juventus Spal, considerando che il tecnico della Juve è rimasto praticamente senza terzini alla vigilia di questa partita e quindi dovrà in qualche modo decidere se riadattare qualche giocatore oppure provare una difesa a tre.

Anche il tecnico della Spal sta tentando di studiare qualche mossa per cercare di  portare a casa i tre punti nonostante sa bene che è una sfida molto difficile.  Ovviamente la vecchia signora è la favorita in questa sesta giornata di Serie A. I bianconeri sono secondi in classifica con ben 13 punti grazie a 4 vittorie ottenute in questo inizio campionato e ad un pareggio, mentre i Ferraresi si trovano proprio in fondo alla classifica con 3 punti a pari merito con la Sampdoria ed hanno soltanto ottenuto una vittoria e 4 sconfitte in queste prime 5 gare.

Juventus-Spal dove e come vedere la partita

La partita Juventus Spal  in programma oggi sabato 28 settembre alle ore 15 presso l’Allianz di Torino e sarà visibile in esclusiva su sky sport Serie A, numero 202 e 249 del satellite e Sky Calcio 2. Ad ogni modo, il match sarà anche visibile in streaming sulla piattaforma Skygo. La telecronaca della gara sarà curata da Maurizio Compagnoni con la telecronaca di Luca Marchegiani.

Le probabili formazioni di Juve – Spal

Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Emre Can, Bonucci, de Ligt, Cuadrado; Khedira, Pjanic, Matuidi; Ramsey; Dybala, Ronaldo.

Spal (3-5-2): Berisha; Cionek, Vicari, Felipe; Sala, Murgia, Missiroli, Kurtic, Igor; Petagna, Floccari

La Juve riabbraccia il suo Re per questo impegno che precede la sfida di martedì in Champions con il Bayer e lo scontro diretto contro l’Inter di domenica 6 ottobre. I bianconeri non dovranno sottovalutare una Spal in crisi di gioco e di risultati che ha solo tre punti in classifica ma che lo scorso aprile, vincendo a Ferrara, rinviò la festa scudetto della Juve

L’unico modo che conosce per dimenticare è buttarsi sul lavoro. Faticare, mantenersi in forma e restare sempre al top: il suo credo calcistico è la sorgente da cui nascono tutti gli infiniti successi. E per non smentirsi, Cristiano Ronaldo già giovedì pomeriggio (come del resto ieri) si è presentato puntuale a correre e sudare alla Continassa, dopo il leggero affaticamento all’adduttore che lo aveva costretto a saltare la trasferta di Brescia, dove non era stato nemmeno convocato.

Il marziano portoghese non ha ancora smaltito la rabbia per il Fifa Best Player vinto da Messi (lui è finito terzo) e lunedì, mentre alla Scala di Milano erano in corso le premiazioni, aveva postato, sibillino, l’immagine di lui sul divano di casa con in mano un libro, il tutto accompagnato da parole significative: «Pazienza, dopo la notte viene sempre l’alba». Arrabbiato La prima alba disponibile, per CR7, arriva oggi pomeriggio.

La partita contro la Spal gli servirà per smaltire un po’ di rabbia e per cercare di incrementare il bottino di gol. Trovarsi di fronte un Cristiano infuriato non è una buona notizia per la squadra di Semplici, già alle prese con un inizio di stagione complicato. Anche la stagione scorsa, la prima in Italia, partì per CR7 con una solenne arrabbiatura. L’ingiusta espulsione di Valencia in Champions League lo aveva mandato su tutte le ferie e la prima occasione utile per sfogarsi capitò contro il Frosinone. E come finì allo Stirpe? Con un gol di Ronaldo che nel finale sbloccò una partita complicata, poi sigillata da Bernardeschi.

Insaziabile Oggi Cristiano si riposizionerà sulla mattonella sinistra e ricomincerà a pensare solo al campo. La fame atavica che ha di successi e di gloria farà il resto. Gli consentirà di dimenticare le amarezze che gli ha procurato la Fifa e il piccolo guaio che lo ha costretto al primo stop stagionale, arrivato dopo cinque partite consecutive (quattro in campionato e una in Champions) in cui ha giocato sempre 90 minuti. Nelle due gare all’Allianz in questa stagione Cristiano è sempre andato a segno: contro il Napoli alla seconda giornata e sabato scorso affondando il Verona su rigore. E’ entrato nel tabellino dei marcatori contro una diretta concorrente per lo scudetto, ma anche contro una squadra «piccola». Perché lui non fa differenze, anche nelle partitelle d’allenamento se c’è da buttarla dentro non si fa pregare.

Questa è la sua forza ed è per questo che il museo che ha tutto per sé a Madeira è così ricco di trofei. La foto con Berna Ieri pomeriggio Cristiano Ronaldo ha postato una foto assieme a Bernardeschi: istantanea che vuole testimoniare un lavoro ben fatto in allenamento, un’intesa perfetta tra i due che potrebbe essere molto da aiuto per un compagno che in questo momento è sceso nelle gerarchie di Maurizio Sarri. Aiutare un compagno a tornare al livello top potrebbe essere la prossima missione di Ronaldo. D’altronde, per arrivare a centrare l’obiettivo per cui è stato chiamato – la Champions – c’è bisogno di tutti. E un Bernardeschi al top della condizione, in questo momento di penuria di esterni, farebbe molto comodo a tutta la Juventus, chemartedì ha un impegno molto importante contro il Bayer Leverkusen. Aiutare i compagni Anche ieri Maurizio Sarri ha ribadito un concetto: «Ronaldo può convivere con tutti i compagni di squadra. Può giocare sia accanto a Higuain sia a Dybala. In coppia, ma anche giocando tutti e tre assieme». Oggi sarà ballottaggio tra gli argentini, ma dovrebbe toccare al più giovane fare reparto assieme al marziano nel 4-3-1-2 della Signora. Anche Dybala è alla ricerca di se stesso e l’incoraggiante prova di Brescia, senza Ronaldo in campo, potrebbe averlo rinvigorito. Ora non gli resta che sbloccarsi. Il gol gli manca dal 6 aprile, quando segnò contro il Milan su rigore. Se si fosse dimenticato come si fa, al suo fianco avrà un amico a cui rivolgersi.

La campagna d’Italia della Juve parte da Brescia, con la puntata su Sandro Tonali. Una mossa esplicita con il club lombardo e con l’intento di bruciare la nota concorrenza. E tanto per non perdere la mano il giorno dopo li cto bianconero Fabio Paratici s’è trasferito a Romaper una ripassata su Nicolò Zaniolo, il talento della Roma che già veste l’azzurro. Il club giallorosso ha appena blindato l’ex Inter con un sostanzioso rinnovo di contratto: aspetto da non sottovalutare. In effetti in estate la Juventus aveva lavorato a lungo sul fronte-Zaniolo, contando anche sulle esigenze di bilancio della società di Pallotta. Ma, poi, la campagna trasferimenti dei due club ha preso strade diverse. Così mondo giallorosso ha difeso il proprio talento, pur sapendo che la Juventus ha un debole per lui. Il blitz all’Olimpico per vedere dalla tribuna la gara con l’Atalanta non sarà certo l’ultimoe tutto lascia credere che nel 2020 la questione tornerà d’attualità. Del resto, non si dimentichi che c’era anche Nicolò nel famoso pizzino di Paratici. Un segno del destino? La logica bianconera è in linea con le ambizioni della proprietà: mettere le mani sulle bocche da fuoco del calcio italiano del futuro. Un gruppetto selezionato da tempo, in cui spicca ovviamente il viola Federico Chiesa. Su di lui non ci sono tracce recenti, nel senso che il club degli Agnelli ha allentato la pressione nella fase di chiusura di un mercato che ha lasciato una rosa sovradimensionata, con l’esigenza forzata di rallentare il traffico in entrata. Così i lavori su Firenze hanno subito una fatale sospensione, a dispetto di un feeling intatto. Ad ogni modo la Juventus continua la sua semina, ben sapendo che le piantine più delicate vanno irrorate con costanza, in modo da arrivare preparati per i giorni della raccolta. Post Brescia A tal proposito merita particolare attenzione il saluto tra Fabio Paratici e Massimo Cellino nel post-partita del Rigamonti. Ai presenti non è sfuggita la fugace conversazione tra il manager bianconero e il presidente del club lombardo. Argomento? Ovviamente la bella prestazione del centrocampista di Sant’Angelo Lodigiano che i campioni d’Italia hanno messo nel mirino da oltre un anno, ancor prima che il c.t. Roberto Mancini lo convocasse in Nazionale. Il passo è stato breve: dopo i complimenti di rito per la prestazione hanno preso un appuntamento di massima. Per parlare di Tonali juventino. Un’autentica prenotazione che, in questa fase, serve soprattutto ad avviare un dialogo che nei mesi scorsi ha dovuto fare i conti con l’indisponibilità della società bresciana a trattare la cessione del proprio gioiello. E Cellino, forte del promettente avvio, non intende deconcentrare il ragazzo. Una cautela comprensibile, anche se forse vana. E’ inevitabile, infatti, che la vetrina della massima serie ne amplifichi la fama anche a livello internazionale. Gli implacabili meccanismi delmercato non lasciano respiro. L’asta all’orizzonte è già in funzione di gennaio: per un’eventuale operazione da sottoscrivere subito, ma con il cambio di maglia posticipato in estate.

L’anticipo Una strategia evidentemente mirata a dribblare i concorrenti, ma che deve fare i conti con le esigenze bresciane. Così l’approccio di martedì è servito a scaldare i motori e a testare gli umori di Cellino. Il risultato? E’ presto per trarre delle conclusioni. Ma è certo che a Paratici piace giocare d’attacco e conquistare la pole è il suo mestiere. L’ingresso in scena ufficiale per Tonali non piò non determinare un effetto a catena. Ma ormai l’asticella si è alzata. Dopo i sondaggi della Roma di Monchi, in estate la Fiorentina ha provato a mandare in tentazione il patron bresciano. Lo stesso Milan appare in questo momento fuori onda. Invece l’onnipresente Inter appare decisa a contrastare la strada ai bianconeri: come già si nota per Chiesa. Attenzione, però, anche all’opzione estera. In particolare alle mire del Psg. Leonardo conosce bene il millennial lodigiano. E non si dimentichi che nella sua prima esperienza parigina il dirigente brasiliano nel 2012 anticipò proprio la Juventus nella caccia a Verratti. Chiaro, a Torino stavolta vogliono evitare sorprese e provano a prendere tutti sul tempo. Ma il giocatore che ne pensa? Sandro, come in campo, non si perde in chiacchiere. Il corteggiamento delle grandi non fa che allargare l’orizzonte delle sue ambizioni. E la salvezza del Brescia è la garanzia primaria per il suo successo, magari con la prospettiva di un percorso di crescita senza troppe liste d’attesa. Dipende da lui (ovvio). Ma anche la Juve è curiosa di vedere quanto sia adulto questo diciannovenne che guida la squadra di Corini con la disinvoltura di un Leclerc. Sempre di predestinati si parla.

E’ una settimana dal big match di San Siro con l’Inter, Maurizio Sarri chiede un cambio di passo alla Juventus. Perché, nel processo di crescita, al tecnico non sono andati giù i due gol nei primi minuti che hanno dettato il ritmo alle partite con Verona e Brescia. Un conto è subirli con avversarie che permettono ribaltoni. Un altro sarebbe distrarsi contro l’attuale prima in classifica. E quindi con la Spal, avversaria dalle caratteristiche simili a quelle degli incroci nelle ultime due giornate, Sarri pretende l’azzeramento delle amnesie. Anche perché il tecnico non si fida dell’attuale ultimo posto degli avversari di oggi: «Anche due anni fa il davano per morti, poi vennero a Napoli e per noi fu una delle partite più difficili della stagione. Verona e Brescia si sono dimostrate in buona salute, andando sotto sono diventate due partite difficili: la prima cosa da evitare è prendere reti e vediamo se possiamo migliorare gli approcci alle partite». Juventus in cui si prolunga l’emergenza in difesa. Non più assente il solo capitan Chiellini (ma le alternative al centro sono pronte, a cominciare da De Ligt) in mezzo, ma sono fuori De Sciglio e Danilo (fascia destra, entrambi infortunati) e Alex Sandro (fascia sinistra, il brasiliano non tornerà in tempo dall’andata e ritorno a casa per un lutto familiare). E se sulla prima corsia Sarri ovvierà con Cuadrado, più complicato appare il compito sulla mancina. Il tecnico se la cava con una battuta: «Magari provo Cherubini (il vice di Paratici, ndr), era sinistra, La linea a tre  per me è difficilmente proponibile, se non per gestire qualche piccolo spezzone: per come difendiamo noi il rischio di finire a cinque bassi è alto. Ho provato diverse soluzioni». Che non vanno verso lo spostamento di un centrale («Sono tutti destri») quanto, piuttosto, di Matuidi in versione terzino: «Vediamo tra i nostri mancini chi si adatta meglio». E all’Under è stato convocato il figlio d’arte Pietro Beruatto, sinistro naturale. Una Juventus che dovrebbe riproporsi nella versione di martedì, ovvero 4-3-1-2 con Ramsey trequartista. Difesa quindi con Bonucci e De Ligt centrali e i ricordati Cuadrado e Matuidi larghi, con Buffon tra i pali: non una bocciatura per Szczesny, dopo l’errore di Brescia, ma un naturale alternarsi in un calendario pressante (martedì torna la Champions, con il Leverkusen). Centrocampo con Khedira, Pjanic e Rabiot, davanti Ronaldo e Dybala, che appare leggermente favorito su Higuain: «Ronaldo è un grande e può giocare con tutti i grandi. Higuain ha enorme abilità tecnica, Dybala è sopraffino tecnicamente e CR7 è un fuoriclasse. Possono coesistere in coppia e, in certe fasi della partita, anche a tre». A centrocampo il tecnico conta di recuperare Emre Can («È uscito provato dal taglio in lista Champons: le reazioni in allenamento sono di buon livello, lo teniamo in considerazione ») e promuove Rabiot: «Nel 2019 non ha mai giocato, quindi bisogna avere pazienza. Già nel secondo tempo di Brescia era più focalizzato nella partita. Ha buone qualità, anche fisiche, di buona resistenza. Tecnicamente è forte. Va accompagnato e deve abituarsi al nostro calcio e al nostro modo di giocare, perché penso che in Francia le partite siano più leggere, soprattutto se sei al Psg. Ci darà un grande apporto perché, se hai qualità, queste vengono fuori». Porta aperta anche  per Rugani («Può diventare importante, avrà le sue opportunità e starà a lui sfruttarle») e sbarrata per Mandzukic («È d’accordo con la società di restare in disparte, poi vedremo quando chiuderanno i mercati»). Infine il grande ritorno, quello di Andrea Barzagli: non più giocatore, ma nuovo membro dello staff tecnico: «Avevamo parlato a giugno – racconta Sarri -, poi lui aveva altri impegni. Siamo contenti che entri nello staff. Il suo primo incarico sarà curare la fase difensiva individuale di alcuni che hanno ancora qualche carenza. Per esempio Cuadrado, che a livello di terzino in alcuni movimenti e posture può crescere molto». E deve farlo soprattutto in fretta, vista l’emergenza in atto.

Giù di morale e senza quattro titolari, la Spal fa visita a una Juventus, poco abituata a non capeggiare in vetta alla classifica. Sul fondo c’è la squadra di Leonardo Semplici, con soli tre punti, ottenuti nell’unica vittoria racimolata nei primi cinque incontri di campionato. Un ruolino di marcia insoddisfacente, se si considera che la Spal ha fallito in malo modo gli ultimi due appuntamenti: il derby col Sassuolo (perso 3-0) e lo scontro diretto con il Lecce (1-3 in casa). Questo pomeriggio mancheranno all’appello non solo Fares e D’Alessandro, alle prese con la riabilitazione post-intervento chirurgico, ma anche Di Francesco (tempi di recupero ancora incerti) e Kurtic (dovrebbe rientrare martedì). A questi si aggiungono Felipe e Valoti, non al meglio. Le possibilità sono due: avvilirsi o pensare positivo. Semplici si è affidato alla seconda opzione: «Nonostante gli infortuni abbiamo cercato di tenere alto il morale. L’obiettivo è stato veicolare il pensiero dei ragazzi sulla partita da affrontare. Le motivazioni sono al massimo, giochiamo contro una delle squadre più forti d’Europa e non c’è neppure bisogno di preparare partite del genere». Il passo falso nell’infrasettimanale con il Lecce ha fatto arrabbiare il presidente Mattioli e messo sulla graticola il tecnico toscano: «Si sono create aspettative diverse, normale che sia così dopo due salvezze di fila – ha continuato Semplici -. Abbiamo tutti addosso responsabilità maggiori rispetto al recente passato e questo genera anche paure, giustificate. Ma non bisogna superare il limite, altrimenti si commettono errori che favoriscono gli avversari e non deve più riaccadere quanto capitato contro il Lecce. Sta a me supportare i calciatori e far capire che devono scendere in campo senza preoccuparsi troppo, tanto la colpa sarà sempre mia se si perde e sarà merito loro quando vinceremo ». Rialzarsi dopo due scoppole non è semplice, poi se ti ritrovi di fronte la Juventus diventa ancora più complicato: «Affrontiamo una squadra straordinaria, che sta cercando di crescere nell’identità di gioco, guidata da un allenatore di spessore. È un impegno gravoso, che ci insegnerà a restare in partita, nonostante le difficoltà. Cosa mi aspetto? Vorrei vedere giocare la Spal con personalità, perché se dovessero avere loro il pallino del gioco per tutto l’incontro, allora sì che sarà un problema. Dobbiamo rischiare, perché solo in questo modo potremo ottenere risultati positivi».

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