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Una giornata di squalifica e 2.000 euro di multa per la simulazione di Genova. La sentenza era quella attesa ma ieri Antonio Conte ha voluto difendere Sanchez: «Ci tengo a fare una precisazione, considerato che sono state dette cose che non mi sono piaciute sulla sua simulazione. Alexis è un ragazzo a posto, anche la situazione del rigore vedete che si rialza senza protestare perché voleva continuare a giocare. Sicuro non deve essere tacciato di aver truffato qualcuno». Il cileno sarà della gara anche perché, con Lukaku malconcio, è bene limitare al minimo i rischi con la Juve alle porte.

PURE AUGUSTINA A BARCELLONA Il forfait del belga rilancerà Lautaro Martinez: dovesse segnare il primo gol in Champions, il Toro saprebbe a chi dedicarlo, visto che da ieri è a Barcellona pure Agustina Gandolfo, la sua biondissima (e bellissima) fidanzata. Il canonico 3-5-2 potrebbe trasformarsi in 3-4-2-1 grazie alle variazioni sullo spartito che riesce a imprimere Sensi grazie al suo movimento in campo. Tutto confermato in difesa dove Godin tornerà al centro con D’Ambrosio dirottato a destra

L’Inter di Antonio Conte è attesa questa sera alle ore 21 Al Camp Nou ed è chiamata al grande esame per la fase a gironi Champions League. La squadra nerazzurra dovrà scontrarsi con il Barcellona, in attesa del grande match di domenica che vedrà l’Inter affrontare la Juve in campionato.

Intanto però, oggi è tempo di competizione europea ed i nerazzurri dovranno tentare di portare a casa il risultato dopo l’uno a uno in casa contro lo Slavia Praga nella prima partita di Champions League. Si è trattato questo di un passo falso che fortunatamente non ha avuto alcuna conseguenza sul campionato dove la squadra ha collezionato circa 6 vittorie in altrettante partite. Questa sera però l’Inter dovrà giocare contro una grande squadra ovvero il Barcellona Al Camp Nou. Proprio la squadra di Valverde nel match contro il Borussia Dortmund è stata fermata sullo 0 a 0. Di conseguenza la partita di questa sera sarà importante e determinante per entrambe le squadre.

Barcellona Inter, Champions League: dove e come vedere la partita

Cattive notizie per coloro che purtroppo non sono abbonati, visto che non è prevista nessuna diretta in chiaro per Barcellona Inter, la partita più interessante che coinvolge le italiane in questo secondo turno della fase a gironi di Champions League. Ad essere stata visibile a tutti in chiaro su Mediaset è stata ieri sera la partita della Juventus, mentre tutte le altre italiane verranno trasmesse soltanto da Sky. Di conseguenza, Barcellona Inter è in programma questa sera alle ore 21 e sarà visibile in esclusiva su Sky Sport 1 e Sky Calcio 2.

Probabili formazioni

Antonio Conte, ovvero il tecnico nerazzurro nella giornata di ieri in conferenza stampa ha detto che non ci sarà Romelu Lukaku, l’attaccante belga che purtroppo già da alcuni giorni ha accusato un affaticamento al quadricipite sinistro. Per questa ragione il tecnico nerazzurro ha deciso di lasciarlo a Milano.

In difesa Antonio Conte dovrebbe schierare Godin, De Vrij e Skriniar davanti ad Handanovic, D’Ambrosio , Barella, Brozovic e Asamoah a centrocampo e la coppia Sanchez-Sensi a supporto dell’unica punta Lautaro Martinez. Per quanto riguarda il Barcellona invece recuperano Messi e Dembelè ma soltanto per la panchina e non giocheranno quindi come titolari. Valverde dovrebbe schierare il solito 4-3-3 con l’ex Ajax De Jong, Busquets e Athur che farà da collante tra il reparto difensivo e quello offensivo, che dovrebbe vedere schierati Carles Perez, Suarez e Griezmann.

BARCELLONA (4-3-3): Ter Stegen; Semedo, Piqué, Lenglet, Junior Firpo; F.De Jong, Busquets, Arthur; Carles Perez, L.Suarez, Griezmann. ALL.: Valverde.
A DISP.: Neto, Todibo, Sergi Roberto, Rakitic, Arturo Vidal, Messi, Dembelé.

INTER (3-4-2-1): Handanovic; Godin, De Vrij, Skriniar; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Asamoah; Sanchez, Sensi; L.Martinez. ALL.: Conte.
A DISP.: Padelli, Ranocchia, Biraghi, Candreva, Gagliardini, Vecino, Politano.

Stavolta, il pallone proverà a portarlo l’Inter. Non è detto che ci riesca, però il centrocampo di piccoletti che sembrava insostenibile a inizio stagione anche per Antonio Conte (le idee estive prevedevano la presenza di uno tra Vecino e Gagliardini sempre in campo e Sensi riserva di Brozovic) sembra fatto apposta per conquistare anche palati finissimi quali sono i tifosi blaugrana. Evitando di scomodare paragoni con Iniesta (anche se la rabona con cui ha costretto Pisacane al rigore a Cagliari era parente stretta delle giocate di Don Andrés), quella di Barcellona ha tutto per essere la notte di Stefano Sensi, l’uomo nuovo del calcio italiano non a caso maturato nell’ultima stagione sotto la guida di Roberto De Zerbi, tra i tecnici nostrani il più influenzato dal guardiolismo. Sensi, dall’altezza (un metro e sessantotto centimetri), ha tutto per essere il prototipo del giocatore uscito dalla Masía.

La sua stagione è stata finora un libro delle meraviglie: tre gol, a Lecce, Udinese e Sampdoria, e una serie di giocate mirabolanti, su tutte il numero che si è inventato per conquistare il rigore della vittoria con il Cagliari. Che di questi tempi Sensi sia un piccolo Re Mida è dimostrato anche da quanto accaduto a Marassi quando le terga di Alexis Sanchez hanno reso imprendibile un pallone da lui calciato senza troppe speranze verso Audero, mentre poco dopo un suo tiro ancora più sbilenco si è trasformato in assist per il Niño Maravilla. Il fatto che Conte sabato l’abbia tolto dopo sessantacinque minuti dimostra l’attenzione dell’allenatore nel centellinare le energie del ragazzo in vista del doppio Tourmalet che attende l’Inter prima della sosta (nella gara precedente, l’infrasettimanale con la Lazio, aveva giocato – per lo stesso motivo – solo la mezz’ora finale). Sensi è l’uomo più di tutti che può essere usato dall’Inter per provare a mettere un baco nell’ingranaggio del Barça vista la sua capacità di far cambiare spartito al sistema di gioco trasformandolo dal canonico 3-5-2 al 3-4-2-1 che prevede la seconda punta designata (Sanchez favorito su Politano e Martinez perché sarà squalificato con la Juve) e l’ex stellina del Sassuolo agire tra le linee.

L’unico a essere… attapirato per l’esplosione di Sensi è Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo che, dopo le prime due giornate di campionato aveva scherzato con l’amico Beppe Marotta sul fatto di aver valutato troppo poco una simile pepita. Oggi infatti sembrano un’inezia i 22 milioni per il riscatto (a cui ne vanno aggiunti 5 di bonus) per il cartellino, cifra che Suning sborserà ben volentieri in estate. Zhang dovrà invece augurarsi che nessuno si presenti al portone con i 60 milioni per il cartellino di Marcelo Brozovic, clausola valida per l’estero fino al 15 luglio. Il croato, grazie al lavoro di Conte, ha trovato sua piena maturazione. Ancor più di Lukaku è lui il vero insostituibile dell’Inter, come provano le sei gare per intero giocate in campionato e i settantuno minuti nell’esordio di Champions con lo Slavia. A Barcellona viene ricordato soprattutto per la “mossa del coccodrillo” che si era inventato un anno fa per arginare, scivolando dietro la barriera, una punizione dal limite, ma oggi tutto intorno c’è molto di più, ovvero un regista che poche squadre possono vantare in Europa.

In tal senso, fa sorridere il fatto che Ivan Rakitic e Arturo Vidal, grandi desideri estivi di Conte stasera siano destinati alla panchina. Nessuno oggi li rimpiange, perché nel centrocampo dei piccoletti il terzo pilastro è Nicolò Barella che, dopo aver trovato la miglior condizione di forma, è diventato architrave dell’Inter nei big match, come provano le prestazioni fatte nel derby e con la Lazio. Dopo averlo a lungo invidiato alla concorrenza, oggi pure l’Inter ha il suo Gattuso con piedi molto più educati rispetto all’originale. Barella è giovane e va gestito perché tende a sprecare troppe energie in campo, come ammesso pure da Conte, però ha tutto per diventare un pilastro dell’Inter che verrà nonché della Nazionale. E stasera è l’occasione per dimostrarlo.

BARCELLONA. «Mi è già succes- 2 so al Mondiale di giocare contro di lui. Io farò il mio e a fine partita ci abbracceremo». Diego Godín è uno di quelli che molto difficilmente dimentica il passato né, men che meno, gli amici. Ed è per questa ragione che, in un’intervista rilasciata a Marca, il centrale dell’Inter non ha potuto fare a meno di ammettere che, sebbene in campo gli unici amici siano quelli con la sua stessa maglia, quella contro Antoine Griezmann non è di certo una sfida come le altre. Un forte e consolidato legame che anche il Piccolo Principe francese ci ha tenuto a sottolineare nella conferenza stampa della vigila della sfida del Camp Nou: «Giocare contro di lui è sempre speciale perché è un grande amico e un grande esempio. Anzi, per dirla tutta, il nostro rapporto riguarda la sfera familiare, considerato che è il padrino di mio figlia». L’ex attaccante dell’Atlético Madrid non si è ancora inserito come avrebbe voluto negli schemi del Barça, anche perché la scuola blaugrana e quella di Simeone, tecnico dell’Atletico Madrid, sono agli antipodi. Questo però non vuol dire che stasera non proverà in tutti i modi a giocare qualche scherzetto al suo ex compagno di squadra, cercando di trarre vantaggio dai tanti allenamenti fatti assieme: «Conosco qualche trucchetto per sorprenderlo…», ha assicurato con un pizzico d’ironia e l’immancabile sorriso sulle labbra. Trucchi a parte, enorme rispetto per quello che considera uno dei migliori difensori centrali al mondo: «Nel Barça i calciatori comandano di più rispetto a quelli dell’Atletico? Non direi proprio. Anche Gabi e Godín si facevano sentire».

Assenze importanti. Il Dortmund questa sera a Praga dovrà fare a meno di due dei suoi pilastri: Nico Schulz e Alcacer. Sia il difensore che l’attaccante spagnolo, infatti, sono rimasti a casa. Il primo per dei fastidi al piede,il secondo per un problema al tendine d’Achille. Il numero 9 gallonero, già 7 reti in questa stagione, aveva saltato l’allenamento di rifinitura per dedicarsi alle cure mediche con la speranza di poter recuperare per il match con lo Slavia. Purtroppo per lui e per il Bvb il suo recupero non è stato possibile. Oltre a Schulz e Alcacer il tecnico Lucien Favre potrebbe vedersi costretto a rinunciare anche a Mats Hummels alle prese con un dolore all schiena che lo scorso 22 settembre l’aveva costretto a lasciare al 63’ il campo nel corso della gara contro il Francoforte. Non certo belle notizie per un Dortmund che arriva al confronto con lo Slavia da tre apri consecutivi (Barcellona, Eintrache e Brema) e con l’esigenza di conquistare i tre punti. «Non possiamo essere soddisfatti, ha detto Favre. Siamo all’ottavo posto in campionato e in Champions non abbiamo iniziato come immaginavamo e speravamo. Dobbiamo invertire la tendenza e farlo da questa partita che potrebbe diventare una spinta importante per il proseguo della nostra stagione ».

Ernesto Valverde non si fida dell’Inter di Antonio Conte. Almeno non di quella vera. E già, perché il Txingurri non prende nemmeno in considerazione la grigia prestazione dei nerazzurri all’esordio in Champions League contro lo Slavia Praga: «Si è vero, in quell’occasione, non hanno giocato un grande incontro. Tuttavia, pochi giorni più tardi, sono stati protagonisti di una partita straordinaria contro il Milan». Ed è proprio il derby che l’allenatore ha preso in considerazione per analizzare il prossimo rivale del suo Barcellona nella massima competizione europea: «Mi aspetto la miglior versione dell’Inter, quella in grado di asfissiarti con il pressing alto e capace, allo stesso tempo, di uscire palla al piede dalla propria metà campo». Le sei vittorie consecutive dei nerazzurri in campionato non sono passate inosservate nemmeno in Catalogna: «Arrivano in un grandissimo momento di forma. Ed è per questa ragione che mi aspetto un Inter che non si lascerà condizionare dal nostro gioco, ma che proverà a fare la propria partita perché sinora, così facendo, gli è andata più che bene». Detto questo, il Txingurri non ha potuto fare a meno di sottolineare come il Camp Nou sia uno di quegli stadi che incute un certo timore ai rivali: «In casa, sia in Champions che in Liga, abbiamo un ottimo ruolino di marcia. Diciamo che non rendiamo la vita facile agli avversari ». Sotto il punto di vista tattico, Valverde ha preferito riguardare l’incontro disputato contro il Chelsea nella primavera dello scorso anno (ottavi di Champions), piuttosto che le due sfide giocate lo scorso autunno contro gli uomini di Luciano Spalletti: «L’esperienza dell’anno scorso ci serve poco perché la squadra è cambiata davvero tanto rispetto ad allora. Sono arrivati tanti calciatori e anche un nuovo tecnico, ragion per cui il loro gioco è completamente diverso. In questo senso, invece, la sfida disputata contro i blues mi dà qualche punto di riferimento in più». Come non poteva essere altrimenti, l’allenatore del Barça non si è voluto sbilanciare sulla presenza o meno in campo di Lionel Messi, mentre è staring to più pessimista riguardo le condizioni di Ousmane Dembélé: «Per entrambi dobbiamo aspettare l’ultimo allenamento (al quale entrambi hanno preso parte, almeno durante il quarto d’ora aperto alla stampa, ndc). L’altro giorno Leo ha partecipato a più della metà della sessione assieme al resto del gruppo, mentre Ousmane si è allenato poco. Per quanto riguarda, invece, Ansu Fati, Jordi Alba e Samuel Umtiti, posso dire con assoluta certezza che non ce la fanno». E così, stando alle dichiarazioni del Txingurri, lo scenario più probabile è che Messi riceva l’ok dei medici e che, quindi, venga inserito nella lista dei convocati. Tuttavia, difficilmente lo vedremo in campo sin dal primo minuto: «Quello che non faremo è correre rischi inutili».

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