“Un amico lui? Voleva distruggermi”. La confessione choc di Enzo Iacchetti: il successo non è stato una cosa scontata

Ormai 33 anni di carriera per Enzo Iacchetti, ma il successo non è stato una cosa scontata. Lo racconta lui nel corso di una lunga intervista al Fatto Quotidiano. “Volevo fare questo mestiere fin da bambino e questo mestiere ho fatto – racconta – Con ostinazione, fin da quando mi sbattevo in 4 locali per notte e in pizzeria, gli avventori mi tiravano le patatine o le croste di margherita addosso per divertirsi. Io le raccoglievo quelle croste. E le riscaldavo a casa”..

Racconta poi di come suo padre cercò di frenarlo: “Non voleva saperne della musica: È un mondo di puttane, di drogati e di raccomandati. Aveva i suoi pregiudizi, ma anni dopo posso dire che non aveva tutti i torti. Le ragazze, soprattutto le ragazze, dal letto del produttore passavano, sono passate e passeranno domani. Io – spiega il conduttore di Striscia la Notizia – qualcuno che per farsi una scopata tira fuori ancora un: Ti faccio lavorare nel cinema purtroppo lo conosco”. (Con E tra i vari aneddoti snocciolati dal Enzo, ce n’è uno che riguarda Silvio Berlusconi. Aneddoto particolarmente “succoso”. 

Ricorda Iacchetti: “Una sera, prima che entrasse in politica, mi si avvicinò a una festa palpandomi le tasche: Perché fa così?, Per vedere se hai nascosto qualche bambino da mangiare, non sei comunista tu?. Emilio Fede, sempre pronto a ungerlo e a leccargli il culo, gli disse: È vero, lui è un comunista e Berlusconi lo zittì” Di tv capiva più di tutti. Al suo posto, comunque, sarei alle Barbados da trent’anni”. Poi passa al suo “compare” Ezio Greggio.

 

“All’inizio mi chiamava Iannuzzi e per senso animalesco del palco, forse, mirava inconsciamente ad annientarmi”, a breve Enzo Iacchetti festeggerà i 33 anni di “Striscia la notizia”: “Abbiamo trovato in fretta un punto di incontro e da allora  nonostante le tante diversità caratteriali, abbiamo imparato a rispettarci. Striscia è tra le poche cose che farò in tv e poi forse a 70 anni, la tv non la farò più. I giovani cercano spazio. È giusto che ci sia un ricambio, Barbara D’ Urso a parte. Lei sarà lì fino a 150 anni perché qualcosa ha capito”.

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