Gianni Morandi: “Non serve essere eroi per fare del bene”

Gianni Morandi cameriere per un giorno. È successo a Bologna nel rinomato ristorante Diana, uno storico locale del centro dove si gustano i piatti della tradizione emiliana e dove dal 2011, per un giorno all’anno, si offre un pranzo agli “ultimi” della città.

Il cantautore ha indossato il grembiule bianco e ha fatto la spola tra la cucina e i tavoli servendo lasagne verdi e arrosto con patate e versando a tutti un rinfrancante bicchiere di vino rosso. «Da dieci anni è un appuntamento fisso», racconta a Gente Eros Palmirani, proprietario del ristorante dal 1959. «Gianni non è quasi mai mancato a meno che non sia impegnato per lavoro». Il primo lunedì di gennaio, giorno settimanale di chiusura del Diana, il proprietario e i dipendenti lavorano “gratis” e offrono un pasto a chi non se lo può permettere.

All’invito hanno aderito ottanta persone bisognose che ogni giorno si recano alla Caritas o alle Cucine Popolari di Bologna per avere un pasto caldo. Oltre a Morandi erano presenti anche altri celebri volti della città: l’attore Alessandro Bergonzoni e il filosofo Stefano Bonaga. «Ma noi invitiamo anche gli assessori comunali e i calciatori del Bologna a dare una mano », spiega il proprietario. Dopo pranzo, Gianni Morandi ha imbracciato la chitarra e ha intrattenuto i presenti fino a metà pomeriggio con un piccolo concerto improvvisato.

Poi, l’Eterno Ragazzo che, come si sa, ha una vera passione per i social, non ha esitato a pubblicare una foto della giornata con il commento: “Mi rendo conto di non aver fatto nulla di speciale, ma di sicuro è stata una bella esperienza”, ha scritto. Le reazioni dei suoi follower (oltre un milione) sono state diverse. C’è chi ha elogiato la giornata dedicata ai più fragili e chi invece lo ha bonariamente rimproverato di sbanderiare un gesto solidale che dovrebbe invece rimanere privato.

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Morandi, che risponde a quasi tutti i suoi fan, non ha però raccolto lo spunto polemico, anzi, ha replicato invitando alla riflessione: “Pensavo di far sapere quanto sia bello e quanto si stia meglio a condividere con chi è meno fortunato solo qualche ora del proprio tempo”. Come dire: aiutare il prossimo è un bene e mostrarlo magari stimola gli altri a fare altrettanto. D’altronde Morandi conosce bene la solidarietà. «Negli anni Ottanta, assieme a Mogol », ha raccontato di recente dopo un concerto a favore di una casa di cura del suo territorio, «abbiamo fondato la Nazionale Cantanti che raccoglie proventi per progetti a sostegno di bambini, cure mediche, ospedali. C’è sempre molto da fare».

Questo è tra i motivi per cui forse Gianni preferisce cantare tra la gente che lavorare in Tv. «Ora ci sarà L’isola di Pietro 3 che amo molto», ha detto. «Ma se non ci sono altri progetti interessanti, preferisco dire di no». Lui, a 75 anni appena compiuti, con le mani in mano non ci sa stare. Basta vedere le foto che posta dalla sua villa immersa nella campagna di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna: raccoglie la legna per il camino, fa giardinaggio, cucina e passa persino l’aspirapolvere. Proprio come cantava lui: «Si può dare di più, senza essere eroi».

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