“Si è tolta la vita”. A poche dall’inizio del Festival di Sanremo, Rula Jebreal racconta il suo dramma

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Il gran giorno si avvicina, quello in cui la giornalista Rula Jebreal salirà sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo 2020 al fianco di Amadeus. È proprio Rula Jebreal una delle dieci donne scelte dal conduttore e direttore artistico del Festival come ‘valletta’ della 70esima edizione che prenderà il via martedì 4 febbraio 2020. A desiderare fortemente la presenza di Rula Jebrea sul palco dell’Ariston è stato proprio Amadeus che ha lottato con tutte le sue forze per averla al suo fianco. Ora, dunque, Rula è una delle dieci donne che hanno i riflettori puntati addosso.

La giornalista italo-israeliana è stata da poco intervistata da Vanity Fair e ha raccontato molto di sé. Anche i fatti più drammatici che nessuno conosceva. La giornalista ha vissuto infatti un’infanzia tutt’altro che felice per via di un fatto tremendo che l’ha cambiata per sempre. Di che stiamo parlando? Del suicidio di sua madre. “Mia mamma si è tolta la vita dopo un’infanzia di violenze tra i 13 e i 18 anni, nessuno le aveva creduto per salvare “l’onore” della famiglia” ha detto Rula.

Per questo Rula è così legata al tema violenza sulle donne e anche sul palco dell’Ariston porterà un monologo contro la violenza sulle donne. “Parlo di fatti che conosco, di adesso. È una battaglia che va combattuta anche dagli uomini. Per me è imprescindibile, non combatterla vorrebbe dire che non è cambiato niente da quando mia mamma si è suicidata. E lo devo a mia figlia” ha detto la giornalista che a Vanity Fair si è confessata senza peli sulla lingua.

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E ha tirato fuori tutto il suo dolore per il suicidio della madre. Un suicidio causato dalla violenza, un suicidio che poteva essere evitato. E ora Rula Jebreal si batte affinché ciò che è successo a sua madre e quindi a lei, non succeda ad altre persone. In Italia, poi, l’hanno accusata di lavorare grazie al suo aspetto. Ma lei non resta ad ascoltare certe chiacchiere. E replica. Così. “Gli amministratori delegati delle cento società più importanti del mondo sono tutti uomini”.

 

“Nessuno si chiede se abbiano avuto successo perché sono belli. Nessuno può essere selezionato in un sistema come quello americano (…) per l’aspetto fisico. (…). Sa che cosa mi ha aiutato? Il duro lavoro, raccontare la verità”. È una tosta, Rula, e siamo tutti curiosi di ascoltare il suo discorso all’Ariston.

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