Coronavirus, i numeri dell’Organizzazione mondiale della Sanità

Nel parlare di Covid-19, spesso si commettono due errori: la conta delle vittime e quella dei contagi separate dal numero delle persone guarite, ma soprattutto si dà spazio ad allarmismi che impediscono troppo spesso di registrare anche le notizie positive. Quelle che, dinanzi ad una minaccia globale – così come certificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che l’ha definita “peggiore del terrorismo” – innegabile e potenzialmente devastante, devono e meritano di essere conosciute.

Calo di contagi

Partiamo dai contagi. Sono in calo. Ciò non vuol dire ovviamente che l’allerta debba diminuire, anzi. Proprio l’Oms ha parlato di “punta dell’iceberg” per i casi constatati all’estero ed ha ribadito come l’epidemia possa accelerare nelle prossime settimane. Di certo merita però di essere messo in evidenza quanto reso noto oggi dalla Commissione sanitaria nazionale cinese, secondo cui ieri sono stati rilevati 394 contagi aggiuntivi, facendo salire il totale a 74.576. I nuovi casi sono in drastico calo rispetto ai 1.749 di martedì, ma soprattutto ai minimi da un mese a questa parte.

Coronavirus, i numeri dell’Organizzazione mondiale della Sanità

L’altra buona notizia, comunicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ad inizio settimana, riguarda il rapporto tra contagi e guarigioni. Michael Ryan, a capo del programma dell’Oms di risposta alle emergenze, mostra un cauto ottimismo nel sottolineare come “la maggior parte dei pazienti, oltre l’80%, contrae una forma molto lieve del coronavirus”, tale da permette la guarigione “in un paio di giorni”. “Questa – spiega – è un’ottima notizia per i giovani e gli adulti”. “Non va però dimenticato – aggiunge – che quasi un quinto dei pazienti si ammala in modo grave”.

Le guarigioni superano i contagi

Infine la speranza arriva da un dato mai visto prima: nella giornata di martedì 18 febbraio le persone guarite martedì dal Covid-19 in Cina hanno superato per la prima volta il numero di nuovi contagi: i dimessi dagli ospedali sono stati 1.824, le infezioni aggiuntive 1.749.

Lo scenario tuttavia resta molto complesso, e come detto dal vicepremier cinese, signora Sun Chunlan dopo una visita nell’Hubei alla guida del gruppo per il controllo dell’epidemia ed in seguito ai colloqui avuti con il personale sanitario locale, “la situazione a Wuhan resta molto grave”. Il presidente Xi Jinping ha infine sollecitato più attenzione a protezione dei lavoratori del settore medico, in modo che “possano focalizzarsi per vincere questa battaglia”.

Infine – è notizia di oggi – la Banca centrale cinese si muove a sostegno del credito, varando una sforbiciata ai loan prime rate (Lpr), uno dei tassi preferenziali offerti dalle banche commerciali ai clienti migliori ed un riferimento sui tassi applicati agli altri prestiti. La misura vuole aiutare la liquidità del sistema bancario sul fronte degli finanziamenti alle imprese.

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