Quando la moglie era fuori, lui violentava la figlia, oppure si intrufolava nel suo letto e ne abusava. La piccola, 12 anni appena, non aveva né la forza di reagire, né di urlare appena sentiva addosso il corpo del padre. L’orco si svegliava spesso di notte per recarsi nella stanza accanto, approfittando del sonno della consorte, per avvicinarsi alla 12enne.

Finalmente è arrivata la giustizia a mettere la parola “fine” alla vicenda: l’uomo è stato condannato a sette anni di carcere. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Massa. La vicenda è emersa grazie ai racconti confidenziali che la giovane vittima faceva alle compagne di classe. Le amichette hanno poi riportato la vicenda alle insegnanti e ai genitori e da lì si è potuta ricostruire la vicenda.

Nel frattempo è tornato libero ma col divieto assoluto di riavvicinarsi alla famiglia. La ragazzina ha avuto la forza di raccontare cosa era accaduto anche in sede di incidente probatorio davanti ai giudici, in un’udienza protetta alla presenza delle psicologhe data la tenerissima ertà della vittima e la particolare gravità della situazione. «L’abbiamo vista cambiata» hanno raccontato poi le insegnanti in aula durante il processo, concluso ieri con la condanna del padre-orco a sette anni di carcere.

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