IL BLOCCO DEGLI AEREI DALLA CINA: E’ stato il primo atto del Governo ed è stato fatale perché bastava fare scalo in un altro Paese per raggirare il problema senza troppi controlli, né quarantena. A quel punto le persone, anche contagiate sono circolate liberamente. Ancora oggi è possibile farlo.

ISOLAMENTO SOLO VOLONTARIO: Ai viaggiatori veniva dato un volantino, e nulla più, in cui si chiedeva un isolamento per 14 giorni “volontario”. Non obbligatorio, ma solo volontario anche per chi veniva dalle aree-focolaio. Quanti lo hanno fatto?

LE LINEE GUIDA DEL MINISTERO: Il “Corriere della sera” riporta che il 22 gennaio il Ministero della Salute aveva previsto delle linee guida per gli operatori sanitari secondo cui chiunque avesse un decorso insolito o inaspettato doveva essere sottoposto al test. Linee guida corrette il 27 gennaio aggiungendo che i controlli andavano fatti solo per chi veniva o aveva legami con la Cina. Per questo il “paziente 1” (Matteo di 38 anni) è rimasto libero per un giorno e mezzo (il tempo passato fra il primo e il secondo arrivo al Pronto Soccorso): solo quando la moglie si è ricordata di una cena con un amico proveniente dalla Cina è venuto il dubbio ai medici. Nel frattempo ha contagiato tutti ed è partito il focolaio.

IL PREMIER CONTE IN TV: Oggi Conte chiede alla tv di abbassare i toni, ma lo fa dopo essere andato in ogni trasmissioni tv peggiorando la situazione, come quando se l’è presa con i medici di Codogno e di Monselice. Risultato? Panico in Italia, sconforto fra i medici e danno d’immagine all’estero: la CNN sul suo sito ha titolato “L’Italia arranca a contenere lo scoppio del Coronavirus dopo l’ammissione del caos in Ospedale”. Una comunicazione sbagliata del premier, che ha monopolizzato l’attenzione coprendo anche gli altri ministri.

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FIDARSI DEI MEDICI: Ha fatto bene ad ascoltare l’opinione dei medici che però hanno navigato a vista perché anche loro non sapevano molto. Un errore c’è: nessun consulente ha pensato all’isolamento obbligatorio anche per gli asintomatici?

I TANTI TEST: Dopo la scoperta del “paziente 1” sono stati fatti migliaia di test per capire chi era infetto e chi no, e questo l’abbiamo fatto quasi solo noi. Con tanti positivi siamo diventati un focolaio pericoloso per il mondo mandando nel terrore gli italiani. Nel frattempo, averlo fatto a tutti, significa aver ridotto le scorte.

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